Il coronavirus non aiuta il Lema

Pandemia

L’emergenza non gioca a favore della società che gestisce il monte, già provata sul piano finanziario - Intanto prosegue lo sviluppo del piano di rilancio

Il coronavirus non aiuta il Lema
© CdT/Chiara Zocchetti

Il coronavirus non aiuta il Lema

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Il settore turistico è tra i più colpiti dall’emergenza sanitaria. Ne sa qualcosa Piero Marchesi, membro del gruppo di lavoro interno al CdA della Monte Lema SA, gruppo incaricato di redigere le linee guida del piano di rilancio della società. «La situazione, con tutte queste restrizioni, non aiuta, anche perché abbiamo già le nostre difficoltà finanziarie», commenta. «Il problema si porrà alla riapertura: bisognerà mantenere le distanze all’interno delle cabine, far salire la gente in vetta rispettando le misure di sicurezza, eccetera. E non sappiamo ancora quando l’attività potrà ripartire, se sarà in giugno o più tardi». Oggi il gruppo di lavoro si è riunito per ragionare su come implementare le misure di sicurezza e, parallelamente, poter soddisfare i clienti offrendo loro i servizi di trasporto (funivia) e ristorazione. In quest’ottica sarà inoltre necessario capire se si potrà contare su un sostegno cantonale.

Al contempo prosegue lo sviluppo del piano di rilancio e del relativo business plan. Il progetto poggia sulla convenzione tra la società e i Comuni del Malcantone: la maggior parte di questi l’ha già firmata e discussa all’interno del Consiglio comunale. «Siamo abbastanza fiduciosi che si potrà riuscire ad avere l’ok definitivo da parte di tutti i Comuni a breve», constata Marchesi. L’obiettivo della società – e dei Comuni malcantonesi e dell’ente turistico luganese, che ha confermato la convenzione nei confronti della Monte Lema SA – è quello di presentare appena possibile il piano, che andrà poi discusso e approvato dall’assemblea degli azionisti, anch’essa rinviata a causa del coronavirus.

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