Il coronavirus non ferma la musica di Jörg

TORRICELLA-TAVERNE

Abbiamo chiesto al suonatore di organetto più famoso del Ticino di regalarci qualche nota di normalità e lui ha accettato - FOTO E VIDEO

Il coronavirus non ferma la musica di Jörg
Il suonatore di organetto Jörg Wolters anche lui costretto a rimanere nella sua roulotte a causa dell'emergenza. © CdT/Gabriele Putzu

Il coronavirus non ferma la musica di Jörg

Il suonatore di organetto Jörg Wolters anche lui costretto a rimanere nella sua roulotte a causa dell'emergenza. © CdT/Gabriele Putzu

Il coronavirus non ferma la musica di Jörg
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Il coronavirus non ferma la musica di Jörg
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Il coronavirus non ferma la musica di Jörg

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«Quando vedremo lui, vorrà dire che tutto sarà finito». Sotto queste parole, scritte sulla bacheca di una pagina Facebook ben frequentata dai luganesi, «Se sei del Luganese...», c’è la foto di un uomo con la barba rossa, il cappello nero e un organetto da strada. Non serve che vi mostriamo l’immagine: «lui» non può che essere Jörg Wolters, l’artista itinerante più famoso del cantone. L’avrete notato almeno una volta girando per la città. È un simbolo del girare per la città, ma oggi non gira più quasi nessuno e il silenzio si è preso anche le melodie di Jörg. O forse no. Ripensando ai Pooh, che nel 1981 cantavano Chi fermerà la musica, abbiamo chiesto al diretto interessato di concedere a tutti noi qualche nota di normalità e lui, volentieri, ha risposto presente. Il video girato da Gabriele Putzu fuori dalla roulotte di Jörg a Torricella-Taverne ci dà la possibilità, per qualche attimo, d’ingannare la quarantena. Siamo sempre seduti sulla poltrona di casa o di un ufficio deserto, ma quella melodia ci aiuta a ricordare il Ticino com’era prima e come vorremmo che tornasse ad essere.

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«Sono a casa anch’io - racconta Jörg - mi piacerebbe essere fuori a suonare, ma è meglio seguire le direttive e proteggere me stesso e gli altri. Comunque sto bene». È forzatamente in vacanza, come molti. «Sì, ma sa... nel mio lavoro quello che arriva arriva, non ho questa grande perdita. Altri invece sì e mi dispiace molto. Penso, tra gli altri, a chi aveva preparato e comprato tutto per partecipare alla fiera di San Provino e non ha potuto farlo... peccato».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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