Il dramma di Campione e gli sfratti: parla Giorgio Zanzi

Enclave

«Finalmente potrò occuparmi delle problematiche che ho sul tavolo da mesi»: intervista al commissario prefettizio dell’enclave dopo il via libera da Roma allo stanziamento di 5 milioni

Il dramma di Campione e gli sfratti: parla Giorgio Zanzi
Giorgio Zanzi è commissario prefettizio a Campione da settembre dell’anno scorso. (foto Putzu)

Il dramma di Campione e gli sfratti: parla Giorgio Zanzi

Giorgio Zanzi è commissario prefettizio a Campione da settembre dell’anno scorso. (foto Putzu)

CAMPIONE D’ITALIA - «Non sappiamo neanche più se siamo italiano o no»: così gridavano i campionesi durante la manifestazione nel corso della quale molti di loro gettarono, in segno di protesta, le tessere elettorali. Era febbraio e, nonostante dall’emanazione della legge contenente disposizioni per favorire il rilancio dell’enclave fossero passati tre mesi, da Roma neanche un cenno. La situazione di stallo è andata avanti ancora a lungo finché, lunedì, la Commissione bilancio e finanze della Camera ha approvato l’emendamento del Decreto crescita con cui verrà stanziato un credito di 5 milioni per l’enclave. Una boccata d’ossigeno per Campione, che versa da parecchi mesi in una situazione di grave dissesto finanziario. I dipendenti del Comune non percepiscono stipendio da oltre un anno, il 27 luglio sarà il primo anniversario della chiusura del casinò e gli abitanti del paese faticano a pagare le bollette e a fare la spesa. L’emendamento approvato prevede che a partire da quest’anno al Comune sia corrisposto un contributo massimo di 5 milioni di euro ogni anno, per esigenze di bilancio, con priorità per le spese di funzionamento dell’ente. Ne abbiamo parlato con il Commissario prefettizio Giorgio Zanzi.

Il dramma di Campione e gli sfratti: parla Giorgio Zanzi

Commissario, dopo mesi di attesa cosa significa per Campione lo stanziamento di 5 milioni di euro da Roma?

«Significa moltissimo, perché mi dà la possibilità di lavorare. Almeno in maniera parziale, si potrà far fronte alle problematiche e alle tematiche che ho sul tavolo in qualità di Commissario di Campione».

Non avrà più le mani legate.

«No, anche se devo dire che già a cavallo della fine dell’anno scorso, grazie alla sospensione di una delega di pagamento da parte delle banche, riuscii a gestire dei fondi straordinari che arrivarono al Comune. Quando arriveranno i 5 milioni andranno ripartiti nella maniera più razionale ed equa possibile tra le esigenze del Comune. A partire, naturalmente, dal pagamento di qualche rata di retribuzione dei dipendenti comunali (senza stipendio da oltre un anno, ndr.)».

Quali sono le priorità?

«Quelle legate ai servizi essenziali: il pagamento delle assicurazioni, le manutenzioni più urgenti rispetto agli impianti, i trasporti, lo smaltimento dei rifiuti, il pagamento delle utenze. Insomma, tutto ciò che permette di far andare avanti la macchina comunale».

E quando arriveranno i soldi?

«Il decreto dev’essere convertito in legge entro il 29 giugno. Dopodiché ci vorrà del tempo per il trasferimento delle somme al Comune: spero di poterci contare già nella prima decade di luglio».

Lei è stato nominato commissario prefettizio lo scorso 24 settembre e tra poco sarà passato un anno dalla chiusura della casa da gioco. Che bilancio può fare di questi mesi?

«Ho una migliore conoscenza di tutte le problematiche, cosa che mi permette di poter prendere decisioni basandomi su una valutazione più precisa delle situazioni. È ora di cominciare a ragionare su come il Comune possa sopravvivere in questa sua nuova stagione, caratterizzata dalla chiusura del casinò, da sempre la fonte principale delle sue entrate».

Il dramma di Campione e gli sfratti: parla Giorgio Zanzi

Come si comporterà il Comune di fronte agli sfratti ventilati da alcuni proprietari di casa?

«Purtroppo se si tratta di rapporti tra privati, la richiesta di pronuncia di sfratto può essere legata a un discorso fiscale: finché non c’è lo sfratto il proprietario di casa deve continuare a pagare le imposte anche se non riceve più la pigione. Le situazioni andranno valutate caso per caso, può essere che la richiesta di sfratto non sia poi il preludio all’abbandono dell’immobile, ma sia fatto con altre finalità. Per quanto riguarda il Comune, abbiamo alcuni appartamenti e nel prossimo futuro la mia intenzione è di emanare un bando e stilare una graduatoria per l’assegnazione delle unità immobiliari libere. Devo dire però che si tratta di numeri che stanno sulle dita di una mano, purtroppo. Poi la Regione Lombardia eroga finanziamenti per sostenere situazioni di particolare difficoltà abitativa, ma l’aiuto è solo una goccia nel mare».

«La casa per anziani di per sé non esiste più, non aveva più i requisiti per funzionare come residenza protetta. Ormai sono rimaste tre persone di cui una con problemi di salute che andrà in una residenza per anziani a Como. Le altre due persone rimaste (i due uomini di cui vi abbiamo parlato sull’edizione di ieri, ndr.) hanno dei redditi e sono state invitate a trovare una soluzione diversa. Comunque non verranno messe per strada finché non troveranno una soluzione. Se avranno i requisiti, entreranno anche loro in graduatoria per un appartamento».

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