“Il lavoro ci fa uscire dall'isolamento”

Le storie dei giovani rifugiati Rebecca, Musa e Redae, partecipanti ai progetti di impiego di Ikea e della Clinica Moncucco

“Il lavoro ci fa uscire dall'isolamento”
Redae

“Il lavoro ci fa uscire dall'isolamento”

Redae

“Il lavoro ci fa uscire dall'isolamento”
Rebecca e Musa

“Il lavoro ci fa uscire dall'isolamento”

Rebecca e Musa

LUGANO - Rebecca viene dallo Sri Lanka, Musa dall'Afghanistan e Redae dall'Eritrea. Cos'hanno in comune? Sono ventenni, hanno una storia difficile alle spalle, sono stati accolti come rifugiati in Svizzera e hanno avuto l'opportunità di partecipare a un progetto di impiego in un'azienda: la clinica Moncucco i primi due, Ikea il terzo. Hanno accettato di raccontarci la loro storia e le loro esperienze.

«Una delle cose più belle di questo lavoro è che ci permette di conoscere tanta gente e uscire dal nostro mondo chiuso. Prima era quasi impossibile, sia per le difficoltà linguistiche che per la mancanza di occasioni». Gli occhi di Rebecca e di Musa brillano mentre a turno raccontano della loro esperienza nel servizio infermieristico della clinica Luganese Moncucco iniziata nel settembre 2016. 

«Mi piace molto questo lavoro - Dice anche Redae, da qualche mese impiegato al ristorante Ikea di Grancia - adesso che sto migliorando con l'italiano ho cominciato anche a servire i clienti. Con i colleghi mi trovo bene, sono simpatici, mi hanno aiutato molto e sono stati comprensivi".

Le loro testimonianze e il bilancio dei primi mesi dei progetti di impiego dei rifugiati nell'edizione odierna del CdT.

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