Il legionario partito da Lugano: «Volevo sconfiggere il terrorismo»

IL CASO

Per quasi tre anni un sergente ticinese ha fatto parte del corpo d’élite dell’esercito francese - Ieri è stato condannato dal Tribunale militare a una pena pecuniaria sospesa - «Vieni privato di tutto e costretto ad assumere un’identità fittizia: non volevo combattere, ma rendermi utile per il mio Paese al rientro da questa esperienza durissima»

Il legionario partito da Lugano: «Volevo sconfiggere il terrorismo»
Il 35.enne ticinese era di stanza in Corsica, fra i paracadutisti. © Shutterstock

Il legionario partito da Lugano: «Volevo sconfiggere il terrorismo»

Il 35.enne ticinese era di stanza in Corsica, fra i paracadutisti. © Shutterstock

«Quella fiamma che mi ha fatto partire non si è spenta, devo essere sincero. Così come gli ideali che mi hanno motivato». Non è andato in un posto qualunque il 35.enne sergente del Luganese comparso ieri di fronte al Tribunale militare 3, riunito nell’aula della Corte di appello e di revisione penale di Locarno. Ma ha bussato, nientemeno, che al portone del Quartier Viénot ad Aubagne, dove è stazionato il Comando della Legione straniera francese. Per tre anni circa, fra il 2018 ed il 2021, il ticinese ha fatto parte del corpo militare d’élite dell’esercito transalpino.

Unità di paracadutismo. Fino a raggiungere, dopo un addestramento tostissimo, il grado di caporale. Poi, con 24 mesi di anticipo rispetto alla durata minima del contratto, ha deciso di tornare a Sud delle Alpi. E di autodenunciarsi...

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