Il mutuo e la bella vita con i soldi altrui

Lugano

Due quarantatreenni condannati dalla Corte penale per reati finanziari ai danni di agenzie di viaggi

Il mutuo e la bella vita con i soldi altrui
Danneggiati diversi datori di lavoro.  ©CdT/Archivio

Il mutuo e la bella vita con i soldi altrui

Danneggiati diversi datori di lavoro.  ©CdT/Archivio

Uno usava i soldi malversati per pagare il mutuo della casa, l’altro per potersi permettere alberghi, ristoranti e centri benessere. Due storie di vita diverse si sono intrecciate in una vicenda giudiziaria approdata oggi in aula penale a Lugano, i cui protagonisti sono stati condannati il primo a una pena pecuniaria sospesa per appropriazione indebita e falsità in documenti e il secondo a 20 mesi sospesi per gli stessi reati più quello di guida senza autorizzazione. I due erano impiegati nella stessa agenzia di viaggi del Luganese, ma non correi. Uno, italiano di 43 anni residente oltre confine, faceva il contabile. E in quel ruolo, tra il 2012 e il 2013, aveva trattenuto i pagamenti in contanti di alcuni clienti per un importo totale di almeno 50 mila franchi, registrando gli ammanchi sotto forma di «perdite su cambi». Era stato lui stesso a denunciare il buco, cominciando a risarcire il datore di lavoro con un versamento di 13 mila franchi.

Nella medesima azienda, tra il 2002 e il 2014, un agente di viaggio ticinese di 43 anni si era intascato i soldi versati da numerosi clienti causando un danno totale di 185 mila franchi. Appena dopo essere stato licenziato aveva replicato lo stesso schema in un’atra agenzia del Luganese, causandole perdite per almeno 137 mila franchi. Presente al processo, il titolare di quest’ultima società ha ricordato come quella vicenda abbia segnato la vita della sua famiglia. Ma non è finita qui, perché l’agente di viaggio, nel 2017, ha sconfinato nuovamente nei terreni banditi dal codice penale. Manifestando il suo interesse a compiere operazioni immobiliari in Spagna, aveva convinto un amico ad acquistare una finca (una casa di campagna) a Ibiza. Ponendosi come intermediario, l’imputato si era fatto consegnare denaro a più riprese per un valore totale di quasi 50 mila franchi, ma l’operazione non era mai stata portata a termine e la finca era rimasta un sogno, pagato a caro prezzo. Anche in questo caso una parte della somma è stata restituita (4 mila franchi) e i due a quanto pare sono ancora amici.

Di fronte al giudice Marco Villa (procuratore pubblico Andrea Minesso, avvocati difensori Stefano Camponovo e Nadir Guglielmoni) tutti e due gli accusati si sono detti dispiaciuti per i loro errori e decisi ad archiviarli come un capitolo chiuso della loro vita. «Mi vergogno» ha detto l’agente di viaggio, che attualmente lavora ancora nel settore ma senza occuparsi, su sua esplicita richiesta, della parte finanziaria. «Ho portato il nome della mia famiglia in questo posto – ha aggiunto il lacrime – e i miei genitori non lo meritano. Sono persone squisite che non hanno mai fatto male a nessuno». L’ex contabile invece lavora al momento come impiegato di magazzino ed è padre di quattro figli. «Un giorno vorrei raccontare loro quello che ho fatto e poter dire di essere diventato una persona migliore».

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Lugano
  • 1
  • 1