Il PS ha fatto la sua scelta: Prati e Zanetti copresidenti

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I socialisti, come a livello cantonale, hanno deciso di affidare i vertici del partito a due giovani: hanno 25 e 29 anni - Si è parlato soprattutto di quanto accaduto all’ex Macello: «Il populismo è andato a sbattere contro un muro»

Il PS ha fatto la sua scelta: Prati e Zanetti copresidenti

Il PS ha fatto la sua scelta: Prati e Zanetti copresidenti

Una scelta importante per il partito socialista (la stessa che dovranno prossimamente fare anche PPD e PLR): decidere chi traghetterà il partito in questa legislatura: fino alle prossime elezioni. Una legislatura intensa e che a Lugano non è tra l’altro iniziata nel migliore dei modi. Tanto è vero che - come prevedibile - durante l’assemblea le due parole più pronunciate sono state ex Macello. Ma torniamo alla presidenza. Il PS doveva scegliere - in una votazione a doppio turno - tra tre candidature e cinque candidati. Tra due tandem (quello formato da Tessa Prati e Filippo Zanetti e quello composto da Mattea David e Aurelio Sargenti) e la candidatura di Nina Pusterla, messasi in gioco - appunto - dopo la demolizione del centro sociale autogestito. «Mi sono svegliata estremamente arrabbiata - ha spiegato - e mi sono detta che non potevamo più restare in silenzio. Ho così deciso di rimettermi in gioco». Una scelta di pancia, come da lei definita, e istintiva che però non è bastata a convincere l’assemblea a farla passare al turno successivo. Alla votazione secca il congresso socialista ha infatti promosso la coppia David-Sargenti (la squadra più intergenerazionale, con architetta lei ed ex direttore del liceo lui) e il duo formato dai giovani Prati (presidente del Consiglio comunale) e Zanetti. Alla fine, i socialisti hanno deciso di affidare le redini del partito al tandem più giovane, quello composto da Prati e Zanetti.

«Le cose cambieranno»

Come detto però l’attenzione di tutti era rivolta su quanto accaduto sabato 29 maggio in riva al Cassarate. Il PS ha deciso di lanciare un appello per una Lugano aperta alla cultura alternativa e in cu viene chiesto al Consiglio di Stato di trovare un mediatore. Del centro sociale ha parlato anche il presidente uscente Raoul Ghisletta. «La Lega ha sfruttato in modo vergognoso la vicenda prima delle elezioni e questo spiega come mai, a differenza che in altri luoghi del cantone, il movimento di via Monte Boglia a Lugano in Municipio ha retto. Ma poi i nodi sono venuti al pettine e chi ha cavalcato l’autogestione si è poi trovato a sbattere contro un muro. In un’impasse da cui uscirà solo con grandi difficoltà visto che sono in corso interventi della Sezione enti locali, un’inchiesta del Ministero pubblico e visto che c’è una sfiducia da parte di una fetta importante della popolazione». Ghisletta si è detto fiducioso per le elezioni del 2024: «Le cose cambieranno. Noi dobbiamo avere il coraggio di portare avanti discorsi seri».

«Istituzioni che si sgretolano»

All’assemblea del PS cittadino era presente anche il copresidente cantonale Fabrizio Sirica. «Esprimo solidarietà alla municipale Cristina Zanini Barzaghi che ha vissuto momenti difficili a causa degli attacchi orchestrati dall’MPS e dall’atteggiamento sbagliatissimo dei suoi colleghi di Municipio. Quello che è successo all’ex Macello è l’ennesimo esempio di istituzioni, spesso partiti, che si sgretolano su questioni che dovrebbero in realtà essere l’ABC del metodo democratico e del dialogo: penso all’elezione dei magistrati o, ultimamente, perfino della nomina del presidente del Gran Consiglio».

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