Il TRAM ha fermato il tram

Lugano

Il Tribunale cantonale amministrativo dà ragione a due gruppi che erano in corsa per la progettazione – Secondo i giudici il concorso non ha tenuto conto dell’organizzazione e dell’esperienza dei team – Ecco le prime reazioni

Il TRAM ha fermato il tram
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Il TRAM ha fermato il tram

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Il concorso per assegnare la progettazione esecutiva del tram-treno è interamente da rifare. Lo ha sancito - come ha riferito la RSI, che ha avuto accesso ai documenti - il Tribunale cantonale amministrativo (TRAM), che ha accolto due ricorsi in merito. Secondo la Corte, che ha accolto le obiezioni sollevate, nel bando mancavano criteri che tenessero conto dell’organizzazione e dell’esperienza dei team di progettazione, ed è pertanto da indire nuovamente.

Contro-ricorso?

Non è al momento chiaro se e quali ritardi questa decisione causerà all’importante progetto da 400 milioni finanziato integralmente dalla Confederazione che mira a migliorare la viabilità nel Luganese, Malcantone e Basso Vedeggio. Il Dipartimento del Territorio, come riferisce sempre l’emittente di Comano, per ora non rilascia dichiarazioni, in quanto sta ancora valutando la decisione del Tram, contro cui vi è la possibilità di ricorrere al Tribunale Federale. Dipenderà anche dai tempi di una o dell’altra opzione.

La sentenza non riguarda in ogni caso il tracciato in sé (oggetto di una trentina di ricorsi non ancora evasi) né l’eventuale mantenimento della linea di collina. Il bando era stato pubblicato nel marzo scorso e l’apertura delle offerte era prevista per maggio. L’inizio dei lavori, che secondo i programmi dovrebbero protrarsi per sette anni, era stato previsto per il 2022.

Tristezza e speranza

La notizia ha lasciato l’amaro in bocca a chi aspetta e sostiene quest’opera. Come Giovanni Bruschetti, presidente della Commissione regionale dei Trasporti. «Non entro nel merito della bontà o meno della decisione: l’ha presa un tribunale che era competente a farlo. Constato solo, con tristezza, che anche questo progetto importante per la regione va incontro a una battuta d’arresto. Come la circonvallazione Agno-Bioggio, che è ferma. Oppure come il riassetto viario all’uscita della Vedeggio-Cassarate, che mi sembra bloccato o come minimo frenato. E pensare - aggiunge il sindaco di Massagno - che le premesse per queste opere importanti, nel Luganese, ci sono tutte. I programmi d’agglomerato con le richieste di sussidio a Berna li abbiamo tutti portati a casa con successo e i Comuni hanno garantito l’iter procedurale di loro competenza. Ma per litigiosità o per altre faccende siamo in una fase di stallo. Spero che tutto ciò non vada ad erodere il consenso che c’è sempre stato attorno a questi progetti». Il presidente della Conferenza dei sindaci del Malcantone Eolo Alberti, premettendo di non aver accesso agli atti, commenta così a caldo la notizia: «Sarebbe stato meglio se si fosse potuto partire subito. Ma, ritenuto che vi sono ancora ricorsi pendenti all’Ufficio federale dei trasporti sul tragitto della rete», c’è ancora tempo per rimediare. «Di certo – continua Alberti – è una notizia che dà dispiacere, perché i continui ricorsi fanno perdere tempo e nel Malcantone di tempo non ne abbiamo più». Il riferimento è ai problemi di traffico e, di conseguenza, alla qualità dell’aria e della vita.

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