Il triste addio a Gianni Macconi: «Un generoso»

Lutto

Classe 1929, lavorò per settant’anni nell’omonimo negozio e aiutò a salvare l’Ospedale Italiano - Il ricordo della presidente di Federcommercio Lorenza Sommaruga

Il triste addio a Gianni Macconi: «Un generoso»
Franca e Gianni Macconi nel loro negozio a inizio anni Duemila. ©TI-PRESS/DAVIDE AGOSTA

Il triste addio a Gianni Macconi: «Un generoso»

Franca e Gianni Macconi nel loro negozio a inizio anni Duemila. ©TI-PRESS/DAVIDE AGOSTA

Lunedì è scomparso Gianni Macconi, figura molto nota a Lugano. Classe 1929, il nome di Macconi è inscindibile dal negozio di famiglia sito per anni in via Pretorio. Fu il padre ad aprirlo nel 1925 e fu il primo negozio di filati e bottoni in città, affermandosi nel tempo come uno dei punti vendita più gettonati nel suo genere. Gianni Macconi vi lavorò con le amate sorelle per settant’anni, fino alla chiusura nel 2014, per raggiunti limiti di età.

«La notizia della morte di Gianni ha commosso tutti coloro che hanno avuto la fortuna ed il piacere di conoscerlo personalmente e coloro che per anni hanno frequentato il suo grande emporio cittadino – dice la presidente di Federcommercio Lorenza Sommaruga. - La sua storia è quella di un amore incondizionato per il commercio, e il suo spirito era quello di un uomo che aveva ancora molto da dare, anche al di fuori del suo amato negozio. Era un leader naturale, amato e rispettato dai collaboratori con i quali ha creato una grande famiglia. Con il fuoco inestinguibile della sua passione ci ha insegnato che non ci sono limiti per chi ama ciò che fa. Era una figura di riferimento, un amico generoso e dal cuore grande. Commerciante illuminato, ha contribuito in prima persona alla scena commerciale del centro e alla storia di Lugano».

Di origine bergamasche, Macconi ha sempre amato fortemente Lugano, impegnandosi in diverse società cittadine. Un amore che si è tradotto in particolare nella battaglia per salvare l’Ospedale Italiano dalla prospettata fusione con il Civico negli anni Novanta, che Macconi combatté con successo come presidente dell’Associazione Ospedale Italiano di Lugano. Macconi fu anche attivo fino all’ultimo, nell’associazione gemella AILA, e fu socio fondatore dei Trenta saggi (?) arrotini e del Club del Centro.

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