LUGANO

Il tunnel pedonale di Besso diventerà una calotta cranica

A inizio settembre verrà presentata la nuova opera d’arte che lo colorerà: una rete neurale artificiale con cui si potrà interagire e capace di apprendere grazie all’intelligenza artificiale - Presentato il programma della Giornata digitale

 Il tunnel pedonale di Besso diventerà una calotta cranica
La «calotta cranica» in attesa di ospitare il suo cervello. (foto archivio CdT)

Il tunnel pedonale di Besso diventerà una calotta cranica

La «calotta cranica» in attesa di ospitare il suo cervello. (foto archivio CdT)

LUGANO - Dal prossimo 2 settembre il tunnel pedonale di Lugano-Besso, che sta sotto la stazione FFS, diventerà una calotta cranica di 100 metri. Quel giorno verrà infatti inaugurata la nuova opera d’arte che colorerà il sottopasso (che dal 2012 a pochi mesi fa aveva ospitato il progetto S(guardo), che ne aveva ricoperto le pareti con pagine di giornale). Nuova opera d’arte che sarà una rete neuronale artificiale e che è nata dalla collaborazione tra il direttore dell’Istituto Dalle Molle Luca Maria Gambardella (che per passione si dedica anche a dipingere, scolpire e scrivere) e l’artista luganese Alex Dorici.

In sostanza lungo i 100 metri del tunnel di Besso saranno piazzati 16 neuroni (schermi led 50x50 centimetri) connessi tra loro (tramite 700 metri di corde fluorescenti e rosse). La rete neuronale artificiale sarà inoltre dotata di un occhio (una videocamera) con cui si potrà interagire (tramite gesti della mano), e sarà capace di interpretarli, imparando e cambiando col passare del tempo: «L’idea è di mostrare al grande pubblico come funziona la rete neurale - ha detto oggi Gambardella in conferenza stampa - e di fargli vedere come ragiona. La rete saprà riconoscere i gesti della mano e li tramuterà in forme geometriche. Inoltre imparerà qualcosa tutti i giorni e cambierà il suo comportamento. Ci piace pensare che di giorno apprenda e di notte sogni». Dorici, da parte sua, ha auspicato che l’opera venga ben accolta e che «possa essere qualcosa di nuovo e segnante per il territorio». «Sarà un connubio tra scienza, arte e cultura», ha concluso Gambardella.

Nel corso della conferenza stampa è stata presentata anche la terza edizione della Giornata Digitale di Lugano (che si terrà il 3 settembre in concomitanza con la terza Giornata Digitale svizzera. Piazza della Riforma sarà trasformata in una mini-expo che ospiterà uno spazio conferenze (oltre una ventina i relatori già annunciati) e oltre trenta stand espositivi. Il programma è in fase di definizione e può essere consultato su www.digitaltag.swiss. Sarà la prima edizione organizzata dalla Città stessa: «C’era il rischio che non si sarebbe tenuta a Lugano quest’anno - ha detto il sindaco Marco Borradori, - ma quando Digital Switzerland ci ha contattato per chiedere se eravamo interessati a organizzarla ci abbiamo dovuto pensare poco prima di rispondere positivamente». Digital Switzerland è l’associazione mantello atta a promuovere la Confederazione come luogo privilegiato per le nuove tecnologie, ed è l’organizzatrice delle Giornate Digitali.

A proposito dell’organizzazione, il rettore dell’USI Boas Erez ha sottolineato che «la Città non sarebbe stata così tranquilla a raccogliere questa sfida se non fosse esistito il Lugano Living Lab», il laboratorio innovativo della Città (in collaborazione con USI e SUPSI e altri partner pubblici e privati come AITI - l’ultimo ad aggiungersi in ordine di tempo - e la stessa Digital Switzerland, il cui ingresso sarà formalizzato proprio il 3 settembre). Le due iniziative sono infatti pensate proprio nell’ambito della piattaforma Lugano Living Lab, il quale si prefigge di dare un’appropriata risposta da parte delle istituzioni al progresso digitale favorendo lo sviluppo di un ecosistema di innovazione aperta e diffusa, grazie al concorso di sforzi profusi dall’ente pubblico, dall’eccellenza scientifica fornita dal mondo accademico e dal vantaggio competitivo delle aziende e delle imprese attive nell’innovazione. L’interconnessione fra questi soggetti permetterà di accelerare l’innovazione, sistemica e di alto impatto, di realizzare prodotti, servizi e anche nuovi modelli di governance. In altre parole si tratta di una piattaforma dove cittadini, imprese, mondo accademico e pubblica amministrazione promuovono, sviluppano, esplorano e sperimentano soluzioni innovative in un contesto di vita reale, al fine di testarne funzionalità e utilità per gli utenti finali (i cittadini stessi).

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Lugano
  • 1