SCHWEIZ EXPRESS

In giro per la Svizzera senza soldi né smartphone

Partita da Lugano la nona edizione della manifestazione – Tre le coppie ticinesi

In giro per la Svizzera senza soldi né smartphone
Altro che Google Maps. (Foto Putzu)

In giro per la Svizzera senza soldi né smartphone

Altro che Google Maps. (Foto Putzu)

LUGANO - Pronti? Via! I nastri di partenza della nona edizione di Schweiz Express sono stati tagliati alle 9 di ieri mattina davanti alla statua di Guglielmo Tell sul lungolago di Lugano e tra le coppie che hanno superato le due fasi qualificazioni tre sono ticinesi. In seguito a queste sono state selezionate le migliori squadre di ogni cantone che da ieri prendono parte a Schweiz Express: si tratta di una gara che propone ai partecipanti un percorso di 800 km su suolo svizzero (distanza pari a un decimo rispetto a Pechino Express, reality show italiano da cui prende spunto la manifestazione) da compiere sull’arco di quattro giorni. Un percorso di cui i concorrenti non sono a conoscenza: scopriranno giorno per giorno le mete che dovranno raggiungere. Ma quali sono le condizioni per compiere questo viaggio? Smartphone e soldi sono severamente proibiti, esattamente ciò che siamo abituati ad avere costantemente a portata di mano. I partecipanti dovranno cercare l’aiuto dei passanti per spostarsi, mangiare e trovare un alloggio. Insomma, si tratta di una manifestazione all’insegna del puro spirito di avventura e per la cui riuscita è fondamentale valorizzare il legame umano; sia all’interno della squadra, sia con le persone alle quali verrà chiesto un sostegno per proseguire.

Loading the player...

Qualche istante prima della partenza abbiamo scambiato due parole con i concorrenti ticinesi, che, come tutti gli altri, non stanno più nella pelle: «Sicuramente il gioco ci permetterà di scoprire posti nuovi e inesplorati della Svizzera, di connettersi, di conoscere nuove persone... insomma di sorprenderci!» racconta Valentina Togni, che gareggerà insieme all’amica Dorota Czerski. Chi è passato in prossimità dei blocchi di partenza, avrà percepito l’atmosfera singolare del momento: un mix di lingue, età e di stati d’animo: dall’adrenalina totale, alla trepidazione, alla curiosità fino al classico «chi me lo ha fatto fare?». Non mancava anche un po’ di preoccupazione, in quanto «bisognerà tornare a fidarsi del proprio istinto e sarà strano ritrovarsi senza soldi né telefono» ammette sempre la coppia Togni-Czerski. Ciò che inoltre intriga i partecipanti è “mettere alla prova la generosità del popolo svizzero”, come raccontano Flavio e Alessia Donati, padre e figlia. Emozioni a trecentosessanta gradi: sembra questo il riassunto migliore della mattinata di ieri. Il fatto curioso è che al momento esatto della partenza, sui concorrenti si sia fermata la classica nuvola fantozziana, che ha scaricato un bel po’ d’acqua: quasi un monito sulle intemperie fisiche e mentali che si abbatteranno su di loro nei quattro giorni della gara, o meglio del gioco. In ogni caso, un’occasione fuori dal comune per scoprire sé stessi e il Paese in cui viviamo, spogli di tutti gli orpelli che contornano la nostra quotidianità.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1
Ultime notizie: Lugano
  • 1