Incendi nei palazzi: preoccupazione a Lugano

SICUREZZA

Il Municipio ammette di far fatica a verificare il rispetto delle norme antincendio negli stabili privati

Incendi nei palazzi: preoccupazione a Lugano
Uno degli incendi di Breganzona che ha fatto scattare le interrogazioni della sinistra.  (Foto Rescue Media)

Incendi nei palazzi: preoccupazione a Lugano

Uno degli incendi di Breganzona che ha fatto scattare le interrogazioni della sinistra.  (Foto Rescue Media)

Destano una certa preoccupazione le risposte del Municipio a due interrogazioni di consiglieri comunali socialisti, verdi e comunisti di Lugano sulla sicurezza antincendio negli stabili cittadini. Incalzato dopo il caso dei roghi dello scorso luglio a Breganzona, l’Esecutivo ha rimandato al mittente l’accusa di lassismo nei controlli, ma ha ammesso «un’oggettiva difficoltà nella gestione di questo delicato tema a causa degli importanti oneri in termini di costi e di risorse umane». Per dimostrarlo, l’autorità fornisce una serie di cifre. In primis il numero di edifici presenti attualmente sul territorio cittadino: 11.500. Di questi 8.000 sono stati edificati prima del 1997 (anno in cui entrarono in vigore importanti modifiche alla legge edilizia legate anche alla prevenzione dei roghi) e mai ristrutturati negli anni a venire. Escludendo gli edifici fino a tre piani, il Municipio quantifica in 2.100 il numero di palazzi a rischio «per i quali la Città non dispone di informazioni sulla conformità antincendio in base al rischio residuo» (anche qui il rischio zero non esiste). Se volesse verificare tutte queste situazioni, l’Esecutivo spiega che dovrebbe: avviare una indagine a tappeto sugli edifici in questione richiedendo le certificazioni sulla conformità antincendio; accollarsi, in caso di mancato riscontro, gli oneri per le attestazioni sul rischio residuo; ordinare, laddove necessario, gli interventi di messa a norma; infine, verificare che i lavori vengano eseguiti in modo corretto. Ecco perché il Municipio parla di «oggettiva difficoltà». Un altro ostacolo è la scarsa collaborazione di alcuni proprietari. Tempo fa, con un’indagine a campione, la Città ha contattato quelli di 22 palazzi di Molino Nuovo chiedendo loro d’inviare un certificato di collaudo antincendio. Finora hanno risposto in 4. Lo studio comunque prosegue e recentemente è stato esteso a tutto il territorio.

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