Interventi sospetti all’Ars Medica, sinistra all’attacco

Gravesano

I granconsiglieri di PS e MPS-POP-Indipendenti hanno presentato due atti parlamentari sul nuovo presunto caso di malasanità: «Chi c’era in sala operatoria oltre al chirurgo?»

Interventi sospetti all’Ars Medica, sinistra all’attacco
(foto Putzu)

Interventi sospetti all’Ars Medica, sinistra all’attacco

(foto Putzu)

GRAVESANO - Praticamente in contemporanea i deputati in Gran Consiglio del Partito Socialista (PS) e del gruppo MPS-POP-Indipendenti hanno presentato oggi due atti parlamentari con quesiti piuttosto circostanziati sul presunto caso di malasanità alla clinica Ars Medica di Gravesano, dove, l’anno scorso, sarebbe stato effettuato un finto intervento neurochirurgico, che forse non sarebbe stato nemmeno l’unico.

Quesiti a cui sarà chiamato a rispondere il Consiglio di Stato, anche se l’inchiesta penale, va ricordato, è tuttora aperta. In un’interrogazione a prima firma di Gina La Mantia, il PS fa notare in particolare che l’Ospedale Civico di Lugano, a cui si è rivolta successivamente una paziente presunta vittima, ha segnalato la possibile frode nella clinica privata in febbraio. Ma il chirurgo che ne sarebbe il responsabile è stato sospeso dall’Ars Medica solamente ora, ragione per cui i socialisti vogliono sapere dal Governo quanti interventi egli ha eseguito in questo lasso di tempo. Inoltre il PS vuole conoscere i passi intrapresi dalla Commissione della vigilanza sanitaria dal momento che ha ricevuto copia della lettera del Medico Cantonale, nonché quali altre persone presenti in sala operatoria o attive a livello amministrativo avrebbero potuto segnalare l’esistenza di presunte anomalie, in particolare tra la natura e la durata dell’operazione.

Una domanda quest’ultima che è stata avanzata, in un’interpellanza, anche dal gruppo MPS-POP-Indipendenti, il quale non ha mancato di ricordare come il nosocomio di Gravesano faccia capo al gruppo immobiliare-sanitario privato Swiss Medical Network, che detiene anche la clinica Sant’Anna di Sorengo, teatro dello scambio di persona che portò all’erronea amputazione dei seni a una paziente oncologica. Perciò i deputati vogliono sapere dal Governo, dal 2014 a oggi, quante e quando sono state fatte delle ispezioni all’Ars Medica e alla Clinica Sant’Anna e a quali riscontri esse abbiano portato. Restando sul tema dei controlli, nell’interpellanza si fa riferimento anche alle dichiarazioni al Corriere del Ticino del consigliere di Stato Raffaele De Rosa, capo del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS). Egli non ha escluso un ulteriore potenziamento dei controlli, ma ha ricordato che già ora «la vigilanza agisce attraverso ispezioni regolari, ma anche a sorpresa, come pure con verifiche di segnalazioni che giungono alla nostra attenzione».

Parole che hanno indotto MPS-POP-Indipendenti a chiedere quante ispezioni a sorpresa negli istituti somatici acuti ci sono state nel 2017 e nel 2018 e se queste ispezioni a sorpresa vengono svolte «anche in altri settori “disastrati” (nei quali cioè le irregolarità si sono moltiplicate in questi ultimi anni) quali case anziani e servizi di assistenza e cura a domicilio?»

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Lugano
  • 1
  • 1