L’attacco di Lugano rimbalza sui media di tutto il mondo

Rassegna stampa

Italia, Germania, Francia e Inghilterra, ma anche India, Malesia e Israele oggi hanno gli occhi puntati sul Ticino

 L’attacco di Lugano rimbalza sui media di tutto il mondo
© CdT/Gabriele Putzu

L’attacco di Lugano rimbalza sui media di tutto il mondo

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L’attentato terroristico al quinto piano della Manor di Lugano per mano di una 28.enne svizzera ha immediatamente scatenato la reazione delle principali testate giornalistiche online delle nazioni di confine e anche di quelle ben più lontane. Oltre alla presa di posizione del cancelliere austriaco Sebastian Kurz, giunta ieri sera poco dopo la fine della conferenza stampa indetta dalle autorità ticinesi, in cui esprimeva solidarietà «alla Svizzera in queste ore difficili» e «condannava l’attacco terroristico islamista a Lugano», la vicenda luganese è rimbalzata, oltre che da nord a sud della Penisola, anche in Germania, in Francia, in Inghilterra, in Portogallo, in Polonia, in India, in Malesia e anche in Israele. Ma andiamo con ordine.

Sul fronte francese, dove il radicalismo islamico ha da anni un’impronta più presente, Le Figaro dedica ampio rilievo al caso luganese, riallacciandosi all’intensificazione della lotta al terrorismo da parte dell’Europa e alla pressante minaccia dell’islamismo all’interno dei confini europei. Entrando in territorio tedesco, il quotidiano Bild ha riportato la notizia sottolineando la vicinanza dell’autrice dell’aggressione alla «milizia terroristica dell’Isis». Calca decisamente più la mano il Frankfurt Allgemeine Zeitung, identificando la protagonista dell’attacco come sospettata di «omicidio intenzionale, lesioni personali gravi e violazione del divieto di gruppi estremisti Al Qaeda e IS», oltre a rimarcare il fatto che la Svizzera sia stata finora risparmiata da gravi attacchi di matrice islamica come quelli avvenuti a Vienna, Parigi e Nizza. Punta invece sulla presunta frase gridata dalla donna all’interno del centro commerciale la testata di Bilbao El Correo, scrivendo sulle sue colonne che «la donna arrestata ha gridato ‘Allah è grande` e ha dichiarato il suo sostegno allo Stato islamico». Oltrepassando la Manica, la BBC apre in pompa magna la sezione esteri con l’attacco di Lugano accostandolo alla sparatoria di Vienna di inizio novembre e agli attentati di Parigi e Nizza di quest’anno. Il Jerusalem Post dal canto suo, dopo l’esposizione dei fatti ricorda le centinaia di persone residenti che sono considerate una minaccia e cita i precedenti: i due uomini arrestati questo mese a Winterthur in relazione all’attacco a Vienna, la condanna in settembre del cosiddetto «emiro di Winterthur» accusato di aver partecipato ad azioni belliche dell’Isis in Siria, l’accoltellamento fatale di un cittadino portoghese a Morges. Cita invece il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi il MalayMail, che ne riporta le frasi proferite su Twitter per condannare il gesto e ribadire che la Svizzera è un Paese pacifico e il Ticino un luogo sicuro.

In India, infine, il Firstpost riporta la notizia attenendosi ai fatti, dall’aggressione, alle dichiarazioni della polizia federale circa la presunta matrice terroristica dell’attacco, fino alle condizioni delle persone coinvolte nell’attacco.

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