Agno

L’inquinamento ai Prati Maggiori ha ucciso almeno 350 pesci

La delusione del Dipartimento del territorio: «Nonostante la prevenzione sono ancora troppo frequenti gli episodi d’inquinamento dei corsi d’acqua»

L’inquinamento ai Prati Maggiori ha ucciso almeno 350 pesci

L’inquinamento ai Prati Maggiori ha ucciso almeno 350 pesci

AGNO – Si torna a parlare dei due episodi di inquinamento – di cui avevamo riferito negli scorsi giorni - verificatisi in due corsi d’acqua ad Agno. Il Dipartimento del territorio comunica che grazie al pronto intervento e alla collaborazione del Nucleo operativo incidenti (NOI) della Sezione protezione aria, acqua e suolo, dei guardapesca di zona, della Polizia cantonale e dei Pompieri di Lugano sono state identificate le origini degli stessi e sono in corso degli accertamenti per determinare le dinamiche e le relative responsabilità.

“Il primo episodio – sottolinea il DT - ha interessato la parte alta della roggia Prati Maggiori e ha causato, su una tratta della lunghezza di circa 350 metri, una moria di 355 pesci (quasi esclusivamente gardon, per un peso complessivo di circa 13 kg). Il secondo ha avuto origine nel vecchio Vedeggio, senza che siano emersi da una prima analisi danni al patrimonio ittico”. Per contrastare questo genere di incidenti nel 2014 è stato creato un servizio specializzato nella protezione chimico-ambientale del nostro territorio (il Nucleo operativo incidenti, appunto) disponibile 24 ore su 24 per fornire consulenza agli enti di primo intervento coinvolti in caso di evento che possa comportare una minaccia di tipo atomico), biologico o chimico.

Tra i suoi compiti figura anche la ricerca diretta delle cause di un inquinamento e il supporto tecnico al Ministero Pubblico. Pertanto, questo servizio opera anche nell’ottica di diminuire progressivamente il numero di casi d’inquinamento senza apparente spiegazione e che restano dunque difficilmente contrastabili e impuniti.

Il Dipartimento ha fatto pure sapere di «prendere atto con rammarico che, nonostante diverse attività di prevenzione promosse con gli enti locali e le associazioni di categoria interessate, sono ancora troppo frequenti gli episodi d’inquinamento dei corsi d’acqua. Le cause sono spesso legate a manipolazioni scorrette di prodotti chimici». È dunque importante ricordare che gli utilizzatori di tali prodotti sono tenuti per legge a rispettare le disposizioni d’uso stabilite nelle schede dei dati di sicurezza, evitando tassativamente l’evacuazione non diversamente autorizzata di sostanze o prodotti pericolosi attraverso griglie, caditoie o tombini.

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