L’obiettivo? Il primo municipale verde della storia di Lugano

Elezioni

La sezione cittadina del partito ha ratificato stasera i tre candidati all’Esecutivo: sono Nicola Schoenenberger, Deborah Meili e Marisa Mengotti - Per il Legislativa in lista una trentina, fra cui Niccolò Castelli e Melitta Jalkanen

 L’obiettivo? Il primo municipale verde della storia di Lugano
Marisa Mengotti, Deborah Meili e Nicola Schoenenberger. ©CDT/GABRIELE PUTZU

L’obiettivo? Il primo municipale verde della storia di Lugano

Marisa Mengotti, Deborah Meili e Nicola Schoenenberger. ©CDT/GABRIELE PUTZU

La parola chiave per I Verdi di Lugano è «raddoppio». E si applica sia per il Municipio che per il Consiglio comunale. È stato questo il leit motiv ieri sera all’assemblea sezionale (oltre una ventina i presenti) chiamata a ratificare le liste per l’Esecutivo e il Legislativo per le elezioni comunali di aprile. Nessuna sorpresa in questo senso: tutti accettati per acclamazione i nomi proposti. Per il Municipio ci saranno il granconsigliere e capogruppo in Consiglio comunale Nicola Schoenenberger e le giovani Marisa Mengotti (insegnante di biologia) e Deborah Meili (studente di economia e agraria), alla prima esperienza a livello comunale. A livello di Consiglio comunale spiccano invece i nomi del regista Niccolò Castelli e di Melitta Jalkanen, già eletta (e poi dimissionaria) quattro anni fa (tutti i nomi si trovano su cdt.ch).

«Progressione importante»

Come noto, per il Municipio I Verdi corrono su una lista unica con socialisti e comunisti. Lista completata per il PS dall’uscente Cristina Zanini Barzaghi, da Mattea David e da Aurelio Sargenti; mentre per il PC è candidato Edoardo Cappelletti. Il nome forte, il possibile primo municipale verde della storia di Lugano, è quello di Schoenenberger, che dell’assemblea è stato il vero protagonista: «Il nostro è un obiettivo molto ambizioso - ha detto, - come lo era portare Greta Gysin in Consiglio nazionale». Un successo che il partito spera di bissare.

A dare speranza è l’ormai famosa «onda verde», supportata dai dati delle ultime elezioni cantonali e federali: «Quattro anni fa alle comunali abbiamo fatto il 4,3% dei voti discheda - ha ricordato Schoenenberger, - mentre alle cantonali dell’anno scorso a Lugano siamo arrivati al 7,43%. Per le federali, infine, in città siamo arrivati oltre il 13%. È una progressione importante che ci ha portato ad avere un peso politico maggiore».

L’obiettivo minimo, ci ha detto il candidato, è quello di confermare le percentuali delle cantonali. La speranza è che questo basti per esprimere un municipale. E il sogno è di raddoppiare (da tre a sei) la propria rappresentanza in Consiglio comunale

I candidati al Consiglio comunale

In Consiglio comunale il partito farà invece corsa a sé: al momento i candidati sono 14 donne e 17 uomini. Ecco i nominativi, in ordine alfabetico: Donato Anchora, Danilo Baratti (uscente), Mara Bertelli-Sanz, Chiara Bravi, Ruben Bravi, Claudia Cappellini Tarolli, Niccolò Castelli, Carmen David, Costanza Devoto, Laura Ferrario, Jamile Golestani, Misha Györik, Zita Heitmann, Abderrahim (Abdul) Houmaiza, Andrea Imperatori, Melitta Jalkanen Keller, Deborah Meili, Marisa Mengotti, Brigitte Predja, Gianluigi Regazzoni (indipendente), Enrique Sanz-Prati, Ivan Schneidegger, Marco Schneidegger (indipendente), Mattias Schmidt, Nicola Schoenenberger (uscente), Giovanni Sopranzi, Rony Staffieri, Fabrizio Tarolli, Simona Trabucco (indipendente), Francesco Villani e Vanessa Zicari Mauri.

A volte ritornano

Fra i candidati al Consiglio comunale spicca il nome di Melitta Jalkanen, già eletta due volte in Legislativo, e dimissionaria in entrambe le occasioni: «Da noi i deretani di pietra non esistono», aveva detto all’ultima dimissione. Le abbiamo chiesto cosa l’abbia spinta a ripresentarsi: «Il partito mi ha chiesto la disponibilità e io ho detto di sì, se pensate di riuscire a reggere al ridicolo», ha risposto con una risata. Nella legislatura in corso a Jalkanen era subentrato Danilo Baratti (che si ripresenterà a differenza di Micaela Lupi, che darà forfait a causa di impegni professionali), mentre la prima volta a prendere il suo posto era stato un (allora) sconosciuto: Nicola Schoenenberger.

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