La cliente non sarà risarcita

Appendice luganese per il caso Falciani - Il Tribunale Federale dà ragione alla banca

La cliente non sarà risarcita

La cliente non sarà risarcita

LUGANO - Appendice al Tribunale federale per la vicenda che ruota attorno all'ex informatico ginevrino della banca HSBC, Hervé Falciani, accusato come noto di avere copiato dati bancari del suo datore di lavoro e di averli in seguito resi accessibili a diverse ditte private e agli organismi pubblici di più Paesi.

Protagonista della vicenda: un'italiana con una relazione bancaria a Lugano risultata non dichiarata al Fisco. Ebbene, l'11 marzo 2010, l'istituto di credito aveva comunicato ai clienti di essere stato vittima di un furto di dati e come appreso in seguito, la lista Falciani era finita nelle mani delle autorità fiscali di diversi Stati dell'Unione europea, tra i quali l'Italia. Cosa era accaduto in seguito?

Il 24 settembre 2010 la Guardia di finanza aveva convocato per una verifica fiscale la donna, che aveva ammesso di non avere dichiarato il conto svizzero. La procedura era infine sfociata in una serie di recuperi d'imposta e sanzioni. Nel 2012 la cliente aveva promosso un'azione civile davanti al Pretore di Lugano, chiedendo che la banca fosse condannata a risarcire le imposte, le sanzioni e le multe pagate al fisco italiano nonché i costi dell'assistenza legale. Quali le contestazioni? La donna rimproverava alla banca di non averla informata del furto di dati e di averle così impedito sia di regolarizzare volontariamente la propria posizione con il beneficio delle agevolazioni previste dallo scudo fiscale, sia di presentarsi preparata alla convocazione davanti alla Guardia di finanza.

Il Pretore aveva accolto parzialmente la petizione, condannando la banca a pagare 32.200 euro. Decisione confermata dalla Camera civile del Tribunale di appello che aveva ridotto l'importo a 30.978 euro. Sentenza che è stata ora ribaltata dai giudici di Losanna. Rivolgendosi al Tribunale federale l'istituto di credito, patrocinato dall'avvocato Elio Brunetti, si è infatti visto dare ragione. "All'origine della sanzione – osservano i giudici - sta la decisione consapevole dell'opponente di non dichiarare in Italia il conto bancario svizzero e di non avere voluto approfittare dei diversi scudi fiscali per mettersi in regola".

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