Operazione «Era Glaciale»

La confisca della grande collezione di whisky è da rivalutare

Parziale vittoria per un 74.enne in possesso di 20.000 bottiglie pregiate e reperti paleontologici: è da dimostrare che siano frutto di proventi illeciti

 La confisca della grande collezione di whisky è da rivalutare
Parte della collezione (foto Guardia di Finanza Luino)

La confisca della grande collezione di whisky è da rivalutare

Parte della collezione (foto Guardia di Finanza Luino)

LAVENA PONTE TRESA - Sono passati ormai quattro anni da quando la Guardia di finanza di Luino aveva sequestrato a Lavena Ponte Tresa numerosi beni - del valore stimato allora in 7 milioni di euro - a un 74.enne italiano ex dirigente di banca in Ticino. Si trattava fra le altre cose di 20.000 bottiglie di alcolici, in gran parte whisky, e numerosi reperti paleontologici, fra cui una zanna di mammut e delle uova di dinosauro (motivo per cui l’operazione è stata nominata «Era Glaciale»).

Per gli inquirenti italiani l’uomo è sospettato fra l’altro di riciclaggio, ricettazione, truffa, contrabbando e possesso illecito di beni culturali appartenenti allo Stato. A insospettirli è stata la sproporzione fra i beni in suo possesso e lo stipendio e la pensione percepiti.

Il sequestro era divenuto confisca un anno dopo, una misura che il 74.enne ha combattuto sino in Cassazione (il terzo grado di giudizio in Italia) dove, come si legge in una sentenza depositata di recente, ha ottenuto una parziale vittoria. La confisca non è stata confermata e dovrà essere rivalutata dalla Corte d’Appello di Milano (una data non è ancora stata fissata).

All’esame della Cassazione la tesi accusatoria si è rivelata insufficiente. Per la massima istanza giudiziaria italiana, insomma, non bastava definire «spallone» e «contrabbandiere» il 74.enne: bisognava anche dimostrare perché, cosa che non è stata fatta. «Non si dà conto dei dati testuali e documentali che sostengono una tale indicazione» si legge in sentenza. Da cui l’ordine di procedere a una nuova decisione.

La Cassazione indica anche in ben un miliardo di euro il valore dei beni sequestrati. Cifra che Corrado Viazzo - il legale del 74.enne, da noi raggiunto - liquida con una risata, precisando però che effettivamente si tratta «di una collezione di whisky dal valore inestimabile, fra le più grandi al mondo. Si ricorda il cinese che a St. Moritz aveva pagato un bicchiere di whisky (ndr. poi rivelatosi contraffatto) 10.000 franchi? Il mio cliente quella bottiglia ce l’ha».

Ora il 74.enne attende la nuova udienza in Appello. Una volta deciso che fare della collezione partirà anche il procedimento penale. Gli inquirenti all’uomo hanno anche provato a sequestrare abitazioni in Svizzera, ma senza riuscirci perché intestate alla moglie.

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