«La donna dell’aggressione alla Manor era un volto conosciuto dalle autorità»

Lugano

La Polizia cantonale e il Consiglio di Stato hanno fornito ulteriori dettagli dopo l’accoltellamento di oggi in centro città in relazione al quale non si escludono motivazioni terroristiche

«La donna dell’aggressione alla Manor era un volto conosciuto dalle autorità»
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«La donna dell’aggressione alla Manor era un volto conosciuto dalle autorità»

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(Aggiornato alle 20.30) - In relazione all’accoltellamento avvenuto attorno alle 14 di oggi al centro commerciale Manor, in cui una 28.enne luganese ha accoltellato una donna e ne ha ferita un’altra, la Polizia cantonale ha indetto per stasera alle 19 una conferenza stampa per approfondire la questione. L’aggressore gridava di essere dell’ISIS, hanno affermato alcuni testimoni. Dopo i fatti, le autorità hanno infatti reso noto che dietro al gesto non si escludono motivazioni terroristiche. All’incontro informativo partecipa, oltre al comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e al presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi, anche la direttrice della Polizia federale (fedpol) Nicoletta della Valle in collegamento da Berna.

I FATTI

Attorno alle 14 di martedì 24 novmebrE, una donna - 28.enne che poi si è saputo essere di Vezia - si è scagliata contro due donne, ferendone una in maniera lieve e la seconda in modo più serio al collo con un’arma da taglio. La vittima ha riportato ferite serie, ha fatto sapere la Polizia cantonale in una nota stampa, ma la sua vita non è in pericolo. Secondo un testimone oculare si trattava di un coltello da cucina esposto per la vendita nel reparto degli articoli casalinghi. Uno di quelli con la lama seghettata, usati per tagliare il pane. L’autrice dell’aggressione si sarebbe quindi impossessata dell’arma sul posto e sul momento. Chi era sul posto racconta che la giovane accoltellatrice appariva visibilmente alterata. Gridava di essere dell’ISIS. «Ho sentito un urlo provenire dal quinto piano e sono scesa a vedere cos’era successo insieme a un collega – ci ha raccontato una dipendente –. C’era questa ragazza che urlava con un coltello in mano e una donna a terra che non parlava. Sanguinava. Così sono salita a chiamare la polizia, l’ambulanza e la sicurezza». Nel suo comunicato stampa, la Polizia cantonale ha spiegato che l’autrice dell’aggressione è stata fermata da una coppia di clienti e infine arrestata.

LA CONFERENZA STAMPA

Gobbi: «Essere pacifici non significa essere inermi»

Iniziata la conferenza stampa a Bellinzona, il primo a prendere la parola è il presidente del Consiglio di Stato Gobbi. «I fatti accaduti oggi a Lugano sono della massima gravità. Il dispositivo di sicurezza si è messo in moto immediatamente con il coinvolgimento della Polizia cantonale e federale. Ringrazio le vittime, le loro famiglie e i cittadini presenti intervenuti. La Svizzera è un Paese di pace ma essere pacifici non significa essere inermi», ha concluso il presidente del Governo.

Cocchi: «La reattività e fondamentale»

«In situazioni di minaccia terroristica la reattività è fondamentale», ha continuato il comandante Cocchi. «Fondamentale è stato l’intervento di due cittadini che sono intervenuti», ha poi ricordato elogiando il coraggio civico degli interessati e specificando che la collaborazione tra le forze in atto è ora fondamentale, da qui la sollecitazione della fedpol.

Della Valle: «Un’aggressione che non mi sorprende»

«Questa aggressione non mi sorprende», ha esordito della Valle. «Lavoriamo mano a mano con la Polizia ticinese e questa collaborazione sta funzionando bene. Come annunciato, è stata aperta un’inchiesta federale perché si sospetta una matrice terroristica». «È tuttavia troppo presto per collegare questo episodio con altri casi», ha poi precisato della Valle. In Svizzera, al momento, si sta indagando a livello terroristico su solo un altro caso e concerne l’accoltellamento di un 29.enne portoghese avvenuto in settembre a Morges, ha ancora spiegato la direttrice.

Un volto noto alla Polizia giudiziaria

La donna era un volto conosciuto dalle autorità per fatti di competenza della Polizia giudiziaria, hanno poi confermato la direttrice e il comandante. «In Ticino non è la prima volta che venga compiuto un fatto di sangue con un coltello ma è la prima volta che a seguito di un tale atto venga attivato questo tipo di dispositivo», ha spiegato ancora Gobbi aggiungendo però che ulteriori dettagli non possono essere forniti per preservare l’inchiesta in corso.

Preoccupazione in vista degli eventi natalizi?

«Le forze dell’ordine sono sempre presenti e, già a seguito dei fatti di Vienna, la guardia è tornata alta. In vista delle festività la presenza verrà potenziata in particolare vicino ai negozi e nei luoghi affollati», ha rassicurato Cocchi rispondendo a una domanda di TeleTicino.

La reazione di Manor

«Manor è molto dispiaciuta per la grave aggressione subita che purtroppo casualmente si è verificata nel nostro negozio di Lugano ed è rimasta molto colpita per questo attacco violento - ci ha spiegato il responsabile della comunicazione di Manor Svizzera -. Il nostro team sicurezza ha reagito immediatamente evacuando i clienti presenti e chiudendo il piano coinvolto. Sono inoltre stati subito allertati i soccorsi e le forze dell'ordine». «Le procedure di emergenza previste - ha continuato - sono state tutte attivate e possiamo confermare che non ci sono feriti tra i nostri dipendenti e che per tutte le persone coinvolte verrà attivato un servizio di sostegno psicologico in collaborazione con la task force della polizia ed il nostro team di supporto professionale».

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