La poesia delle mongolfiere non tramonta mai

L'invenzione dei fratelli francesi Mongolfier è la protagonista del raduno internazionale di Lugano

La poesia delle mongolfiere non tramonta mai

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La poesia delle mongolfiere non tramonta mai

LUGANO - Permettetemi una digressione personale sul classico tema delle mongolfiere, protagoniste del raduno di questi giorni a Lugano e che per volare hanno bisogno di condizioni meteo favorevoli. Il ricordo più limpido che ho su di esse viene dal mio percorso scolastico. Al ginnasio ho fortunatamente incontrato un professore che amava la sua materia, l'italiano, e che sapeva trasmettere questo suo sacro fuoco agli allievi. Tra le molte letture, Il barone rampante di Italo Calvino fu uno spartiacque ed ho nitido impresso nella mente un passaggio, che conosco a memoria: 

"L'ancora volava argentea nel cielo appesa a una lunga fune, e seguendo obliqua la corsa del pallone ora passava sopra la piazza, ed era pressappoco all'altezza della cima del noce, tanto che temevamo colpisse Cosimo. Ma non potevamo supporre quello che un attimo dopo avrebbero visto i nostri occhi. L'agonizzante Cosimo, nel momento in cui la fune dell'ancora gli passò vicino, spiccò un balzo di quelli che gli erano consueti nella sua gioventù, s'aggrappò alla corda, con i piedi sull'ancora e il corpo raggomitolato, e così lo vedemmo volar via, trascinato nel vento, frenando appena la corsa del pallone, e sparire verso il mare...

La mongolfiera, attraversato il golfo, riuscì ad atterrare poi sull'altra riva. Appesa alla corda c'era solo l'ancora. Gli aeronauti, troppo affannati a cercar di tenere una rotta, non s'erano accorti di nulla."

È bello, oggi, alzare il viso e con il naso all'insù tornare indietro di 40 anni e mormorare a labbra socchiuse, guardando i colori sgargianti di quelle creature di sogno e fantasia, i versi di un periodo spensierato.

La mongolfiera fu inventata nel 1783, dai fratelli Montgolfier, in Francia. I Montgolfier applicarono la capacità fisica dell'aria calda di salire. In realtà da subito pensarono che fosse il fumo a rendere possibile l'ascesa, poi si comprese che, invece, era l'aria riscaldata. Nel primo esperimento a bordo c'erano tre animali. Alcuni giorni dopo fu ripetuto con due persone: si racconta ci fosse anche un marchese.

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