«La polizia è autonoma nella pianificazione e nello svolgimento delle sue attività»

autogestione

Il Consiglio di Stato ha risposto a tre atti parlamentari sul tema dell’autogestione ma a causa dell’inchiesta alcuni aspetti non sono stati toccati – Manuele Bertoli: «Non potete pretendere risposte su fatti che devono essere accerti da un altro potere» - Norman Gobbi: «Posti di blocco: nulla di illegale» – Discussione generale bocciata due volte e non senza tensioni

«La polizia è autonoma nella pianificazione e nello svolgimento delle sue attività»
© CdT/ Chiara Zocchetti

«La polizia è autonoma nella pianificazione e nello svolgimento delle sue attività»

© CdT/ Chiara Zocchetti

«Non potete pretendere risposte su fatti che devono essere accerti da una altro potere». È con questa frase del presidente del Governo Manuele Bertoli che potremmo riassumere la risposta dell’Esecutivo a tre interpellanze presentate sul tema dell’autogestione e all’ordine del giorno in Gran Consiglio. In buona sostanza, ai quesiti posti dalla politica sui fatti che hanno portato all’abbattimento dell’ex Macello, il Governo cantonale non può rispondere in quanto è pendente l’inchiesta della Magistratura, ossia il potere giudiziario. E fin qui, ci verrebbe da aggiungere, nulla di nuovo e lo stesso Bertoli ha rinnovato la richiesta a «rispettare la separazione dei poteri».

«Agire corretto»

Sul tavolo, dicevamo, tre atti parlamentari: uno di Tamara Merlo (Più Donne), incentrato sulla presenza di amianto nei detriti, uno di Alessandro Gnesa (Lega), che chiedeva lumi su controlli al confine in occasione della manifestazione del 5 giugno scorso e il terzo da Simona Arigoni Zürcher (MPS) che contestava invece la legalità dei posti di blocco della polizia messi in atto in quell’occasione.

Sulla questione dell’amianto il presidente del Governo ha potuto rispondere ad alcuni quesiti «di contorno» (come ad esempio il ruolo della SUVA in una procedura di demolizione). Per quanto riguarda invece l’attuazione dei posti di blocco della polizia, il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi ha ribadito che «nell’ambito dei suoi compiti legali la polizia in Ticino è autonoma nella pianificazione e nello svolgimento delle sue attività». In questo contesto «l’analisi regolarmente svolta porta le forze dell’ordine a mettere in atto le misure ritenute necessarie a fronte delle situazioni concrete attivando, se del caso, gli opportuni canali di collaborazione». Esprimendosi a nome di tutto il Governo, Gobbi ha respinto le critiche sull’agire «illegale» della polizia: «Non ci si può esimere dal contestare recisamente questa affermazione. Ognuno può avere naturalmente opinioni personali su come e con quali dispositivi ciò debba essere tutelato, ma la polizia ha agito in base al proprio mandato legale.

Bocciate due richieste di discussione generale

Le risposte del Governo non sono bastate all’MPS, con il deputato Matteo Pronzini che a due riprese ha chiesto la discussione generale. Entrambe le volte senza successo: la prima richiesta è stata bocciata con 34 voti contrari contro 21 favorevoli, la seconda – preceduta da un “mini dibattito” piuttosto animato – con 52 no e 22 sì. A favore si sono espresse le forze alla sinistra dello scacchiere politico oltre a Più Donne.

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