Cultura

«LAC: numeri eccezionali e ora basta polemiche»

Presentato il rapporto di attività dei primi tre anni del centro culturale luganese - Badaracco: «Risultati sopra le aspettative» - In media 250.000 presenze annuali

 «LAC: numeri eccezionali e ora basta polemiche»
Foto LAC

«LAC: numeri eccezionali e ora basta polemiche»

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«Sono emozionato: ora possiamo finalmente annunciare di essere un’organizzazione culturale importante, che ha saputo dare risultati eccezionali in pochi anni». Non ha nascosto la soddisfazione il capodicastero cultura sport ed eventi di Lugano Roberto Badaracco oggi in occasione della presentazione del rapporto di attività 2016-1019 del LAC, Lugano Arte e Cultura. L’incontro con i giornalisti è stata l’occasione per snocciolare una serie di numeri «incredibili» che danno conto del successo ottenuto dal centro culturale luganese, «che ha anche portato alla riqualifica di uno dei punti più belli della città» ed è ora «un’impresa culturale che funziona a pieno regime e ha dato una spinta eccezionale a tutti gli ambiti culturali».

Questi risultati, ha tenuto a dire Badaracco togliendosi un sassolino dalla scarpa, vanno al di là di ogni aspettativa «e ora tutti i detrattori dovranno davvero ricredersi perché il LAC produce anche un indotto economico e turistico». «È il momento di piantarla con le polemiche sul LAC e sulla cultura - ha rincarato - Mi auguro che ora si smetta di amplificare le polemiche insignificanti su una piccola perdita di acqua. Sarebbe un peccato se si dovesse rovinare tutto questo incredibile lavoro».

Oltre a Badaracco, anche il direttore del LAC Michel Gagnon ha sottolineato gli ottimi risultati raggiunti da tutti i settori. In termini numerici, includendo l’inaugurazione, sono oltre 250.000 le presenze medie annuali, pari a circa quattro volte la popolazione di Lugano, che di fatto affiancano il LAC a realtà di riferimento a livello svizzero come l’Opernhaus Zurich o il Kunstmuseum di Basilea. Il tasso di occupazione medio della sala teatro è del 70%, «una cifra che supera la media delle strutture analoghe in Svizzera e all’estero» ha evidenziato Gagnon. Un ruolo importante lo gioca pure la mediazione culturale: in media si sono registrate 30.000 partecipazioni alle attività del programma LACedu (conferenze, visite, attività per adulti e bambini).

I numeri sono dati dalla qualità dell’offerta, ha ricordato ancora Badaracco, cirando i concerti dei Berliner Philharmoniker o dei Wiener Philharmoniker nella stagione di LuganoMusica, le esposizioni del Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI) dedicate a icone del Novecento, quali Pablo Picasso e René Magritte, gli allestimenti teatrali di LuganoInScena firmati da Luca Ronconi e Peter Stein e gli spettacoli della Paul Taylor Dance Company e della Compagnia Virgilio Sieni per la danza, oltre alle co-produzioni di spettacoli – come Il Barbiere di Siviglia e alle collaborazioni con la Compagnia Finzi Pasca e con l’Orchestra della Svizzera italiana.

Questo rapporto di attività - ha concluso Luigi Di Corato - direttore della Divisione cultura della Città, vuole essere una dimostrazione di trasparenza, dalla quale può nascere una maggiore consapevolezza e quindi un maggiore riconoscimento di quanto si realizza al LAC, ma è anche l’indispensabile base di partenza per sviluppare il futuro del centro culturale. Nei prossimi giorni infatti il Municipio approverà il messaggio per il nuovo mandato di prestazione del LAC.

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