Laura Tarchini vs Giovanni Albertini: il videodibattito elettorale

Cotti in 15 minuti

La candidata al Municipio di Lugano per il PPD e il candidato del MTL a confronto sull’attrattività della città per i giovani, lavoro e socialità

Laura Tarchini vs Giovanni Albertini: il videodibattito elettorale
Albertini e Tarchini nell’ufficio del Corriere del Ticino al Quartiere Maghetti di Lugano. © CdT/Gabriele Putzu

Laura Tarchini vs Giovanni Albertini: il videodibattito elettorale

Albertini e Tarchini nell’ufficio del Corriere del Ticino al Quartiere Maghetti di Lugano. © CdT/Gabriele Putzu

Laura Tarchini vs Giovanni Albertini: il videodibattito elettorale
Albertini e Tarchini nell’ufficio del Corriere del Ticino al Quartiere Maghetti di Lugano. © CdT/Gabriele Putzu

Laura Tarchini vs Giovanni Albertini: il videodibattito elettorale

Albertini e Tarchini nell’ufficio del Corriere del Ticino al Quartiere Maghetti di Lugano. © CdT/Gabriele Putzu

* Le videointerviste sono state realizzate prima della crisi legata al coronavirus

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Lui ha deciso di lasciare il PPD proprio quando lei ha deciso di tornare in politica con i popolari democratici e, nonostante la scelta di uno non abbia a che fare con quella dell’altra, oggi sono sfidanti. Stiamo parlando dei candidati al Municipio di Lugano Giovanni Albertini, eletto in Consiglio comunale quattro anni fa e ora in lista con il Movimento Ticino e Lavoro (MTL), e di Laura Tarchini, già consigliera comunale e presidente sezionale del PPD dal 2008 al 2014, protagonisti di questo nuovo dibattito elettorale in vista delle elezioni.

I due si sono trovati d’accordo su diversi punti e in disaccordo su altri. Iniziamo dalla problematica relativa ai giovani che lasciano la città per studiare oltre Gottardo e poi non tornano più perché non reputano Lugano abbastanza attrattiva oppure perché, più semplicemente, qui il lavoro non lo trovano. I candidati sono d’accordo sul fatto che studiare lontano dal Ticino, in un’altra lingua, fornisca un bagaglio importante di esperienze. «Un bagaglio che i giovani portano con loro quando tornano, - dice Tarchini - sperando che lo facciano». È proprio qui l’inghippo: «Per favorirne il ritorno la Città potrebbe spingere nuove realtà lavorative virtuose che assumano personale locale sul territorio» continua, sottolineando l’importanza di creare spazi dedicati ai giovani. Secondo Albertini, invece, «bisogna puntare ad essere in concorrenza con la Svizzera interna e rimanere attrattivi». Ma come? Il consigliere comunale parla della necessità di avere stipendi più alti, ma sappiamo che su questo aspetto Palazzo civico può poco o nulla. «Oltre alle difficoltà dei giovani, - continua Albertini - preoccupano le famiglie che fanno fatica economicamente e decidono di lasciare la città perché gli affitti costano troppo». Allora, secondo lui, il lavoro oltre Gottardo potrebbe diventare un’alternativa perché i salari sono più elevati e con AlpTransit i tempi di percorrenza più corti.

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Proprio il lavoro e la disoccupazione sono, a Lugano e in tutto il Ticino, temi sempre più d’attualità. Da dieci anni è attiva Lugano Network, la piattaforma che mette in rete chi cerca un impiego e le aziende. Il servizio, offerto dalla Divisione socialità della Città, è in contatto con oltre 500 aziende e dispone di una banca dati di oltre 3.500 candidati alla ricerca di un impiego (dati 2018). Visto il miglioramento delle finanze cittadine negli ultimi anni, chiediamo, la Città non può fare di più? Sì, secondo Albertini, che sostiene come Lugano Network debba lavorare maggiormente con l’associazione Ticino e Lavoro, di cui è fondatore. «Bisognerebbe stimolare le realtà associative senza scopo di lucro che sostengono i disoccupati, andrebbe creato un incubatore di idee dove chi è senza impiego possa incontrare i datori di lavoro per portare avanti progetti che aiutino la città a crescere e diventare più dinamica». Per Albertini l’equazione è semplice: più gente e più turismo uguale a più servizi e più lavoro. Dal canto suo, Tarchini sottolinea l’importanza di alcuni emendamenti al Preventivo 2020 approvati poco tempo fa: la riattivazione del Progetto lavoro (con un investimento da 2,5 milioni di franchi) e l’aumento degli apprendisti della Città. «Si tratta di misure di aiuto concrete ed è su questo che bisogna puntare. Guardando a queste iniziative - spiega - non si può dire che la Città non faccia abbastanza, mentre abbassare il moltiplicatore (come era stato proposto dal PPD, ndr.) non è la soluzione».

Agli sfidanti abbiamo chiesto infine se giudicano sufficiente l’operato di Lugano a livello di politiche sociali, prendendo spunto dai fatti di cronaca degli ultimi mesi legati a quanto accaduto alla pensione La Santa di Viganello (dove a dicembre è stato ucciso Matteo Cantoreggi). Per Laura Tarchini «i servizi preposti di Città e Cantone lavorano bene, anche se nelle maglie della rete sociale possono esserci situazioni che sfuggono. Fatti come quello di Viganello possono accadere, ma non penso che a Lugano ci sia un grande disagio sociale». Si potrebbe certo fare di più: «Aumentare la capillarità dell’aiuto sul territorio e coordinarlo meglio», conclude Tarchini. Più critico Albertini: «La povertà sta crescendo, come la disoccupazione e il numero di persone che percepiscono l’assistenza: la vicenda della pensione di Viganello dimostra la carenza di strutture sul territorio: com’è possibile che persone con problemi si ritrovino in una pensione?». Una situazione che il candidato del MTL giudica allarmante: «Bisogna agire ora prima che peggiori».

==> Attraverso questo link potete invece vedere tutti i videodibattiti della serie «Cotti in 15 minuti»

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