Le capanne ripartono con passo incerto

VALLI DI LUGANO

Con l’attenuamento della pandemia ritornano le gite in montagna e le strutture ricettive si organizzano, ma alcune non sono ancora aperte

Le capanne ripartono con passo incerto
C’è voglia di lasciare a valle le preoccupazioni. © Ti-Press/ Francesca Agosta

Le capanne ripartono con passo incerto

C’è voglia di lasciare a valle le preoccupazioni. © Ti-Press/ Francesca Agosta

La montagna adesso è meno lontana. Il bel tempo, unito a quella voglia di luoghi alti e aperti che è stata repressa durante la quarantena, sta portando diverse persone in quota. Chi per una passeggiata, chi per una pedalata, chi per gustare un buon piatto in mezzo alla natura. E la natura delle valli di Lugano è una bella tentazione per chi abita o alloggia nel distretto. Ma se prati, boschi, rocce e ruscelli sono sempre lì, pronti e incuranti delle vicende umane, le strutture ricettive si stanno ancora arrovellando per capire come accogliere al meglio gli escursionisti e risolvere i grattacapi organizzativi creati dalla pandemia.

Quella doppia identità
Fra chi non è ancora ai blocchi di partenza figura la capanna del Monte Bar, anche se in questo caso il coronavirus c’entra relativamente. A fine maggio infatti, dopo sei mesi di gestioni, i guardiani Martin Meiler e Mandy Warnke dovranno riconsegnare le chiavi alla sezione ticinese del Club Alpino, che ha rescisso il contratto a causa di divergenze nella conduzione del rifugio, o del ristorante. Il punto è proprio questo. Senza entrare nei dettagli della disputa con i guardiani, il problema cronico della «capanna dei luganesi» sembra proprio essere la sua identità: alcuni la vorrebbero più montana, altri più cittadina. Unendo virtualmente i desideri di tutti, dovrebbe essere un luogo dove godersi un’atmosfera antica ma non senza certe comodità moderne, dove assaporare un piatto tipico ma con quel tocco in più e senza spendere tanto, dove potersi rilassare ma senza aspettare troppo per essere serviti. Una bella sfida per chi tiene il timone. La domanda sorge spontanea: la clientela, mediamente, non è un po’ viziata? Edo Bulloni, membro di comitato del CAS, la vede in modo pragmatico: «Sul Bar sale una gran varietà di persone: dalle famiglie con il passeggino, al gruppo di escursionisti, agli appassionati di mountain bike». Pubblici diversi, sensibilità diverse. «Qualcuno di non contento ci sarà sempre - constata Bulloni - Ora non vogliamo sbagliare la scelta dei prossimi gestori». Qualche interessato si è manifestato e il Club è ottimista. «Dopo la partenza, a fine mese, dei guardiani attuali vorremmo aprire al più presto, ma dovremo dare il tempo ai nuovi di organizzarsi. L’idea è quella di avere tutto pronto per fine giugno». In ogni caso sarà una stagione anomala, per tutti.

Telefonate incoraggianti
«Dobbiamo capire come muoverci con i pernottamenti - racconta Francesco Barbetta, gestore insieme al padre della Capanna San Lucio (quella svizzera) - Prima della pandemia avevamo avuto diverse richieste, poi disdette, e alcuni hanno richiamato». La riapertura è avvenuta lunedì 11 e finora c’è stato un discreto movimento. «Ci siamo preparati posizionando i disinfettanti e spostando tutti i tavoli per rispettare le distanze» conclude Barbetta. Non è invece ancora aperta la Capanna Pairolo, come spiega la titolare Christine Sertori: «Se tutto andrà bene lo sarà per Pentecoste, altrimenti ai primi di giugno. Stiamo preparando il piano di protezione». Problemi che fino a lassù non erano mai saliti. «È un po’ stressante, sarà davvero una stagione molto particolare, comunque ci sono buoni segnali: diversi ticinesi hanno telefonato per venire a pranzo o a pernottare». «Di persone in giro ce ne sono - conferma Fabio Continati, guardiano della Capanna Alpe Bolla - bisogna capire se si fermano e come organizzarsi con i posti a sedere». Là le prime prenotazioni sono per fine giugno, ma l’apertura è prevista per il 1. dello stesso mese, «quasi certamente». «Quando su sei mesi di lavoro uno è già andato... - commenta Continati - il cuore è in pace: sarà un anno diverso». L’umore insomma è un po’ giù, ma gli amanti della montagna stanno tornando su.

Venti proposte

Un anno fa avevamo pubblicato una panoramica di rifugi, alpi e baite del Luganese. La riproponiamo (ma prima di andarci è meglio telefonare): Alpe Bolla, Capanna e Alpe Al Pairolo, Baita Luca, Capanna San Lucio, Alpe Cottino, Alpe di Pietrarossa, Rifugio Piandanazzo, Alpe Piancabella, Barchi di Colla, Capanna La Ginestra, Alpe di Corte di Certara, Capanna Monte Bar, Rifugio Tassera, Alpe Rompiago, Agriturismo Alpe Zalto, Alpe Santa Maria, Capanna Monte Tamaro.

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