Le sfumature della politica mettono in forse il bike park

Brè

Il progetto ha ottenuto la licenza edilizia, ma questo non significa che il Municipio lo sostenga - Il capodicastero Sport Roberto Badaracco: «L’idea è buona ma vi è una forte contrarietà: ci riserviamo la possibilità a livello politico di dire no»

 Le sfumature della politica mettono in forse il bike park
Un’immagine illustrativa del futuro bike park.

Le sfumature della politica mettono in forse il bike park

Un’immagine illustrativa del futuro bike park.

In attesa delle gobbe, il progetto di creare un bike park a Brè deve superare ben altri ostacoli, innanzitutto la diffidenza di una parte significativa - e sicuramente vocale - degli abitanti di Brè stessa. Il progetto, promosso da Fabrizio Sala e Alessandro Pollini, ha di recente ottenuto la licenza edilizia, e la notizia non ha mancato di inquietare chi si oppone all’idea: persone preoccupate in particolare dalle ricadute sul traffico che il bike park potrebbe avere sul quartiere. Persone (e partiti, come la sezione luganese di ForumAlternativo) che in tutto questo non hanno mancato di chiamare in causa la Città, accusandola di sostenere il progetto e di non aver preso in considerazione le preoccupazioni espresse da chi ne dubita della bontà. Prova ne sarebbe il rilascio della licenza edilizia. Ma, come ci spiega il capodicastero Sport Roberto Badaracco, la posizione di Lugano «ha in realtà qualche nuance in più».

Giusto dare luce verde

«Quando la proposta ci è stata sottoposta ci è sembrata buona: di bike park a Lugano non ce ne sono, né ne avevamo pianificati - dice Badaracco - . Pensavamo inoltre che fosse una buona opportunità per rilanciare il quartiere di Brè inserendovi nuove strutture a utilizzo pubblico. In seguito abbiamo fatto una serata pubblica da cui è emersa una contrarietà fortissima di parte della popolazione. Ci siamo detti che, se questa è l’aria politica che tira, fare il bike park sarà difficile, o quantomeno richiederà diverso tempo. Abbiamo quindi chiesto ai promotori cosa intendessero fare e ci hanno informato che volevano procedere con la domanda di costruzione».

Dall’iter è poi scaturita la licenza edilizia contestata da alcuni: «Ma il suo rilascio non è uno sgarbo ai cittadini di Brè, né un segnale che il Municipio se ne freghi delle criticità sollevate e intenda andare avanti a tutti i costi per la sua strada. Significa semplicemente che i promotori hanno pianificato qualcosa di conforme alle regole: i nostri servizi hanno approfondito la richiesta dal profilo edificatorio e dei vincoli, e hanno visto che era conforme alle norme edilizie, rigettando nel merito anche alcune opposizioni che per contro non sono state ritenute fondate dal punto di vista edilizio. Quindi hanno rilasciato la licenza perché c’erano tutti i presupposti per farlo, come si fa per qualsiasi altro privato cittadino che segue questo iter».

Il nodo finanziario

Anche se la licenza edilizia crescerà in giudicato (e con buona probabilità prima finirà sui banchi del Consiglio di Stato e del Tribunale amministrativo cantonale in seguito a ricorsi), «non vuole ancora dire che verrà realizzato un bike park a Brè», avverte Badaracco: «I promotori hanno chiesto aiuto a privati e ad altri enti per il finanziamento, ma il Municipio non ha ancora deciso se concederlo, né ha ancora deciso riguardo alla promozione attiva del progetto, alle agevolazioni per i mezzi pubblici e all’eventuale aumento di parcheggi a Brè. Sono questioni completamente aperte e ci riserviamo la possibilità a livello politico di dire di no».

Lo scetticismo

L’Esecutivo, quindi, per ora non si è ancora formalmente impegnato e intende stare alla finestra ad attendere che la licenza edilizia cresca in giudicato. Quando - e se - ciò accadrà, deciderà il da farsi. E nella decisione peseranno anche i pareri contrari. Badaracco, premettendo che «all’interno del Municipio ci sono diverse sensibilità», è personalmente scettico riguardo al fatto che il bike park vedrà mai la luce a Brè: «Fra la forte contrarietà e i prospettati ricorsi credo sarà molto difficile realizzarlo». Se la Città dovesse dire no, i promotori potrebbero quindi trovarsi con il progetto approvato ma senza i soldi per realizzarlo.

Il piano b

Sull’ultimo Mattino della Domenica, il promotore Fabrizio Sala ha ventilato la possibilità di costruire il bike park - e proporre una scuola di mountain bike - sul terreno dell’ex BSI a Cadro, a mo’ di piano b. Da noi contattato, ha spiegato che si tratta di una proposta informale (anche perché a oggi i terreni non sono di proprietà della Città) e che si tratterebbe di un luogo ideale. Anche secondo Badaracco è un’opzione che si può esplorare, così come quella in zona Maglio, dove sta per nascere un parco dello sport. Perché l’idea di un bike park a Lugano piace ed è ritenuta valida. Certo cambiare posto richiederebbe di rifare tutta la procedura.

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