Lo sfratto del Molino e i dubbi giuridici

Lugano

Nel 2018 il Municipio affermava di non poter disdire la Convenzione con gli autogestiti senza prima aver individuato una nuova sede: «Non vi è motivo di scindere il contratto» - E ammetteva di non avere solide prove di una violazione dei termini da parte del centro sociale - «Restano i motivi di interesse pubblico»

Lo sfratto del Molino e i dubbi giuridici
© CdT/Chiara Zocchetti

Lo sfratto del Molino e i dubbi giuridici

© CdT/Chiara Zocchetti

«Lo scenario più favorevole per rescindere validamente la Convenzione è quello in cui venga trovata una collocazione definitiva in uno stabile che permetta lo svolgimento delle attività del Molino, oppure un’ulteriore soluzione provvisoria». È una frase che sembra uscire dalla bocca dei legali degli autogestiti ma che in realtà è stata scritta dal Municipio di Lugano il 9 luglio 2018 e inviata ai membri della Commissione della Pianificazione. Commissione che chiedeva quali vie sarebbe stato meglio percorrere per disdire la Convenzione firmata da Città, Cantone e autogestiti nel 2002 e che attribuiva una parte dell’ex Macello al centro sociale. Convenzione che giovedì l’Esecutivo ha deciso di scindere. Entro 20 giorni, come noto, gli autogestiti dovranno lasciare l’ex Macello. Ma i termini...

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