Lugano dichiara l’emergenza climatica

Consiglio comunale

Il Consiglio comunale ha approvato una risoluzione sulla necessità di intervenire in favore dell’ambiente - Il Municipio era contrario e non voleva usare il termine «emergenza», si è trovato un compromesso

 Lugano dichiara l’emergenza climatica
© CDT/Archivio

Lugano dichiara l’emergenza climatica

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All’entrata ad accoglierli c’era un gruppo di ragazzi del movimento Sciopero per il clima. Ognuno indossava una maglietta con impressa una lettera e, messi in fila, formavano la scritta «Emergenza climatica ora». Una presenza che non è bastata a convincere i consiglieri comunali di Lugano a modificare l’ordine del giorno della seduta (che si è tenuta al Palacongressi visti i lavori di sistemazione in corso a Palazzo Civico) e a spostare, come avevano proposto Sinistra e verdi, il tema «Strategia ecologica e ambientale del Municipio» a inizio serata. E così per sentir parlare della proposta (sempre proveniente dal campo rossoverde) di approvare una risoluzione con cui la Città dichiara l’emergenza climatica si sono dovute attendere le 23.30.

Il Municipio, tramite una relazione dell’ingegnere Ugo Bernasconi, ha presentato alla sala i vari modi con cui Lugano - che in aprile ha ricevuto una breve visita della giovane attivista svedese Greta Thunberg - sta riducendo le emissioni. Si è parlato degli investimenti nel trasporto pubblico, degli sforzi in ambito di mobilità e degli investimenti in favore delle energie rinnovabili. Poi però la discussione si è arenata sulla richiesta - avanzata alcune settimane fa da PS e verdi - di approvare una risoluzione in cui la Città dichiara l’emergenza climatica. Il Municipio ha formulato una controproposta. Anziché parlare di emergenza il Municipio intendeva dirsi «conscio delle mutazioni climatiche in corso e dell’importanza dell’impatto ambientale». «La dichiarazione da noi proposta - ha spiegato Nicola Schoenenberger dei verdi - è un atto simbolico». Il sindaco Borradori poco prima però l’aveva definito un atto «un po’ fine a sé stesso». Gli altri partiti (PLR, PPD, Lega e UDC) a un certo punto sembravano sul punto di chiedere un rinvio (la PLR Karin Valenzano Rossi ha sostento la necessità di capire l’impatto che una risoluzione di questo tipo avrebbe avuto, mentre Boris Bignasca, della Lega, ha rispolverato il detto della gatta frettolosa che fa i gattini ciechi).

Lugano dichiara l’emergenza climatica

Poi ecco il colpo di scena. I consiglieri Michel Tricarico (PPD), Jacques Ducry (indipendente) e Danilo Baratti (Verdi) hanno presentato una terza variante, una sorta di via di mezzo tra la proposta rossoverde e quella del Municipio (giudicata da molti un po’ troppo blanda), che però parla di emergenza climatica. Una risoluzione che suona così: «La Città è conscia dell’emergenza climatica in corso e dell’importanza che può avere la Città di Lugano nell’affrontare tale emergenza adottando al più presto possibile misure concrete per attenuare il cambiamento climatico e le sue conseguenze ambientali, sociali e economico-finanziarie».

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