Lugano è anche «povera»

Socialità

Tre punti di vista per un fenomeno unico, la fatica di vivere di chi dispone di risorse economiche al imite della sopravvivenza - Senza interventi statali, in città quasi un quinto dei nuclei abitativi non raggiungerebbe il fabbisogno minimo vitale - Fra Martino Dotta: «In preoccupante aumento chi ci chiede di pagargli le fatture»

Lugano è anche «povera»
La Casetta Gialla, dal 2013 crocevia di passanti in cerca di calore umano. ©CDT/Gabriele Putzu

Lugano è anche «povera»

La Casetta Gialla, dal 2013 crocevia di passanti in cerca di calore umano. ©CDT/Gabriele Putzu

Immaginate di ritrovarvi senza portamonete. Sparito. Smarrito o rubato? Cercate in tutte le tasche a vostra disposizione, ma niente. Mossi da un’ansia sottile vi mettete sulle tracce del borsellino perduto...

Centro sociale Bethlehem

Porza. Casetta Gialla. Ore 12 di una giornata qualsiasi. L’appuntamento è con fra Martino Dotta, frate cappuccino, operatore sociale, direttore della Fondazione Francesco, che opera in modo capillare sul territorio, vocata all’imitazione della vita e delle azioni di San Francesco, di Cristo. Siamo qui per vedere, per parlare di chi il portamonete non l’ha più, non l’ha mai avuto o, pur avendolo, fatica ad arrivare alla fine del mese. Colazione dalle 8 e 30. Possibilità, per chi non ha un alloggio di fare la doccia e il bucato. Tra le ore 11 e le 12 gli utenti possono...

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