IL CASO

Lugano ha deciso: la croce rimane dov’è

Basta con le polemiche intorno all’opera d’acciaio posizionata davanti alla chiesa degli Angioli - Dopo le dichiarazioni del MASI la richiesta di Braglia è stata accettata

Lugano ha deciso: la croce rimane dov’è
(foto Putzu)

Lugano ha deciso: la croce rimane dov’è

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Lugano ha deciso: la croce rimane dov’è

Lugano ha deciso: la croce rimane dov’è

LUGANO - La croce d’acciaio di Helidon Xhixha rimarrà davanti alla chiesa di Santa Maria degli Angioli fino alla fine della mostra «Lugano: Riflessi di luce» prevista fino al 22 settembre. Lo conferma il sindaco di Lugano, Marco Borradori: «Unanimi e decisi come Municipio abbiamo deciso di dar seguito alla richiesta di Riccardo Braglia». L’imprenditore, organizzatore e finanziatore della mostra a cielo aperto, ha fatto sapere che avrebbe avanzato tale richiesta dopo aver preso atto del comunicato stampa del Museo della Svizzera italiana, che ha fatto sapere di non avere rivendicazioni sullo spazio davanti alla chiesa. Una dichiarazione, questa, fortemente contestata da Braglia che ha fatto sapere che la richiesta di spostare l’opera era arrivata proprio dai vertici del MASI. «L’avrei dovuta spostare solo perché il Museo d’Arte della Svizzera italiana aveva fatto pressioni in questo senso. Dato che ora il MASI dice che lo spazio davanti alla chiesa a lui non interessa, non vedo perché dovrei spendere dei soldi per spostare una statua che lì dov’è non dà più fastidio a nessuno» aveva detto Braglia. Detto, fatto. La richiesta è stata accettata e la statua rimarrà in piazza Luini fino al 22 settembre.

La dichiarazione del MASI, lo ricordiamo, strideva con quanto dichiarato nei giorni scorsi dal capo della Divisione della cultura della Città Luigi Di Corato («la chiesa, pur nella sua autonomia, è un tutt’uno con il LAC») nonché da Marco Borradori e Roberto Badaracco («comprendiamo che il MASI rivendichi una sua autonomia nelle immediate vicinanze del Museo»).

«Finalmente sono finite le polemiche - ha dichiarato non appena ricevuta la notizia Riccardo Braglia - ora pensiamo all’arte comune per il bene della nostra città».

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