Lugano paga la pandemia: cifre e commenti

PREVENTIVO

Foletti: «Per investire dovremo indebitarci ulteriormente» - Borradori: «Poteva anche andare peggio»

Lugano paga la pandemia: cifre e commenti
Pioverà ancora.  (Foto Putzu)

Lugano paga la pandemia: cifre e commenti

Pioverà ancora.  (Foto Putzu)

La pandemia inizia a presentare il conto. O meglio, a presentarsi nei conti. I preventivi allestiti da Lugano per l’anno prossimo parlano di un disavanzo di 20,1 milioni di franchi. È un dato ipotetico, ricordiamocelo. In questo caso più ipotetico del solito, vista la fatica fatta dalla Città ad allestire il bilancio in un periodo così instabile e pieno d’incertezze di ogni genere. Sta di fatto che un deficit a sette zeri manderebbe in frantumi l’obiettivo del Municipio di mantenere l’equilibrio finanziario, come ammesso dal sindaco Marco Borradori e dal capodicastero Michele Foletti ieri alla presentazione dei conti, che non sprofondavano così tanto sotto zero dai meno cinquanta milioni del tristemente noto Consuntivo 2013. Il moltiplicatore dovrebbe comunque restare al 77%, o almeno questo è quello che propone l’Esecutivo. «Possiamo permettercelo - ha osservato Foletti - perché le manovre degli ultimi anni ci hanno permesso di aumentare il capitale proprio (115 milioni a fine 2019, ndr) e adesso siamo in grado di far fronte a un paio di disavanzi senza toccare l’aliquota».

Rimonta interrotta
Se troverà conferma, il deficit andrà a ridurre in modo marcato il grado di autofinanziamento della Città, cioè la sua capacità d’investire con mezzi propri. L’obiettivo per l’anno prossimo era quello di arrivare al 59%, invece le previsioni dicono 37,3%. E un minore autofinanziamento significa un maggiore ricorso ai prestiti bancari, con tutte le spese (interessi passivi) e i rischi del caso (un eventuale aumento dei tassi). «È un dato che non avremmo mai voluto vedere - ha confermato Foletti - andremo a indebitarci ulteriormente per poter investire. Speriamo sia una situazione transitoria». A fine 2019 i debiti a lungo termine erano scesi a 877 milioni con una diminuzione di un centinaio di milioni nel giro di 3-4 anni. Presto la linea tornerà a salire. È invece in discesa quella degli interessi passivi, che l’anno prossimo dovrebbero ammontare a 10,3 milioni contro i 12 attesi per quest’anno. Il risparmio nasce dal lavoro, evidenziato da Foletti, dei Servizi finanziari cittadini, «che sono riusciti a sostituire prestiti per 140 milioni a condizioni più vantaggiose».

Contribuenti in difficoltà
Ma vediamo nel dettaglio come si è materializzato il previsto deficit. «Principalmente a causa di minori entrate fiscali per 15 milioni» ha spiegato Foletti. Un calo del 6%. Si può sempre sperare che il Consuntivo inverta le previsioni. Succede spesso, ma stavolta c’è un elemento in più: per valutare il gettito in tempi brevi, aspettando i dati dal Cantone, la Città ha contattato i suoi principali contribuenti chiedendo come potrebbe evolvere la loro situazione nei prossimi mesi. Sempre una previsione rimane, ma più vicina alla realtà.

Riaperto il forziere
Effetti del coronavirus a parte, il Preventivo indica un aumento di 3,6 milioni delle spese per il personale, che è dovuto all’entrata in vigore del nuovo Regolamento organico dei dipendenti. Cresceranno, di circa 600 mila franchi, anche le spese per beni e servizi, tra le quali figura il pagamento dei primi affitti al Cantone per i terreni su cui sorgerà il nuovo centro sportivo al Maglio. «Decisioni già prese» ha tagliato corto Foletti, a sottolineare l’ineluttabilità di quelle uscite. Il personale della Città è però anche oggetto di una delle prime «contromosse» del Municipio di fronte al disavanzo temuto: congelare le richieste di rinforzi che erano giunte da diversi uffici. Si va avanti con gli effettivi attuali. Uno sforzo economico verrà invece fatto nell’ambito delle misure a favore dell’occupazione, oggetto di uno studio da poco giunto sul tavolo dell’autorità comunale. Un’altra contromossa è stata quella di chiedere ancora un dividendo straordinario alle AIL, che invieranno a Palazzo civico un bonifico da 5,8 milioni.

Mano tesa alle associazioni
Dal ricevere al dare. Sì perché in molti (aziende, associazioni ed enti vari) hanno bussato e busseranno alle porte di Palazzo civico chiedendo un contributo per superare la crisi. Qualcosa arriverà. Alcune settimane fa il Municipio ha dato incarico ai suoi servizi di valutare un sistema per aiutare, ad esempio, le associazioni che non hanno avuto modo di finanziare le loro attività attraverso gli eventi, resi impossibili dalle misure contro la pandemia. Sagre, mercatini, concerti: tutte manifestazioni che servono a fare cassa.

L’obiettivo in quarantena
Insomma, la Città vuole esserci per chi soffre l’emergenza sanitaria. «Abbiamo questa possibilità di azione perché negli anni scorsi abbiamo rafforzato le nostre finanze» ha evidenziato Borradori parlando di un preventivo «molto meno brutto di quello che ci si poteva attendere». Virus permettendo, a Palazzo civico gli obiettivi non cambiano. «Lugano può continuare ad essere intraprendente e propositiva onorando il suo ruolo di locomotiva. Ci aspettano investimenti importanti come quello per il polo sportivo, che dal 2023 richiederà un importante impegno annuale». Resta un obiettivo anche l’equilibrio finanziario, ma adesso è in stand-by. In quarantena, verrebbe da dire.

L'estate, l'ottimismo, l'illusione

Stavolta più che mai sarebbe un errore fermarsi alle cifre nude e crude. Il virus si è intrufolato anche nelle tabelle dei bilanci alterando risultati e previsioni. Ma non è solo questo. Il preventivo è un documento rivolto per sua natura al futuro ed è difficile dissociare questa parola, «futuro», da quello che sta succedendo. «Molti mi chiedono ‘cosa succederà dopo’? - ha raccontato il sindaco Borradori -. Una domanda da un miliardo di franchi». Forse anche di più, vista la posta in gioco a livello globale. «Probabilmente vivremo un’alternanza fra periodi di normalità ‘limitata’ e di allerta. Noi, come Comune, dobbiamo rispettare le disposizioni e comunicare in modo trasparente coi cittadini». Alcuni di loro si chiedono se le riaperture e gli allentamenti della scorsa estate non siano stati un errore. «Potevamo fare meglio durante l’estate? - si domanda lo stesso Borradori - Credo che la Città sia sempre stata vigile, che non abbia mai abbassato la guardia. Lo dimostra, ad esempio, il sistema di prenotazioni introdotto per l’accesso al lido e alla foce. Forse - ha ammesso il sindaco - l’arrivo dei turisti, la riduzione dei contagi praticamente a zero e quella voglia generale di libertà ci hanno portato a crearci delle aspettative e a dimenticarci quello che avevamo passato. Si poteva fare meglio, sì, ma con il rischio di soffocare quell’anelito di ottimismo che ci ha permesso di risollevarci». «Ora - ha concluso Borradori - dobbiamo fare il possibile affinché la Città continui a erogare i suoi servizi, in particolare quelli a beneficio delle persone più fragili in questa situazione. E sono tante».

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