Lugano, sì al consuntivo che è fieno in cascina

Consiglio comunale

Il bilancio si è chiuso con un avanzo di 6,7 milioni di franchi - Il buon risultato è stato dedicato a Maurizio Grassi, funzionario della Città da poco scomparso - Polemica sulle naturalizzazioni e la privacy, con il gruppo leghista che ha lasciato la sala

Lugano, sì al consuntivo che è fieno in cascina
© CdT/ Chiara Zocchetti

Lugano, sì al consuntivo che è fieno in cascina

© CdT/ Chiara Zocchetti

(Aggiornato) - Il «fieno in cascina» va sempre bene, soprattutto se si prospettano tempi duri. Dopo un dibattito lungo, ma senza particolari sussulti e con lo sguardo rivolto al futuro, pensando appunto alle conseguenze finanziarie della pandemia, il Consiglio comunale di Lugano ha dato luce verde al Consuntivo 2019 dell’amministrazione.

Il bilancio si è chiuso con un avanzo d’esercizio di 6,7 milioni di franchi e un generale miglioramento dei vari indicatori. Su tutti il capitale proprio, che è salito a 115,8 milioni di franchi. I debiti verso terzi rimangono elevati: sono a quota 877 milioni.

È vero che sono diminuiti di un centinaio di milioni negli ultimi anni, ma la crisi innescata dal coronavirus porterà probabilmente ad un aumento dei tassi d’interesse e questo, ovviamente, avrà delle ripercussioni sui conti della Città. Bisogna poi considerare che ultimamente, visti i tassi negativi, la Città riusciva a farsi remunerare i debiti (da società e istituti che, pur di mettere in circolazione il loro denaro, erano disposti a prestar soldi pagando chi li teneva in «deposito») mentre d’ora in poi sarà più complicato. Alla fine il Consuntivo è stato approvato a larghissima maggioranza.

Un pensiero speciale

Durante il dibattito, il presidente della Commissione della gestione Ferruccio Unternährer ha voluto ricordato la figura di Maurizio Grassi, apprezzato funzionario dei servizi finanziari della Città. «Il risultato di questo Consuntivo - ha detto Unternährer con la voce rotta dall’emozione - vorrei dedicarlo a lui».

«Era uno dei pilastri del dicastero» ha aggiunto il municipale Michele Foletti. Tutto il Consiglio comunale si è alzato in piedi per un minuto di silenzio.

Partenza tesa

L’avvio della seduta è stato infiammato da uno scontro fra gli esponenti leghisti e la presidente del Consiglio comunale Giovanna Viscardi (PLR). Mela della discordia: il dibattito su una domanda di naturalizzazione, durante il quale la prima cittadina ha redarguito Gianmaria Bianchetti (Lega) per aver svelato dei dati sensibili sulla persona richiedente (alcune date e il numero di figli). Poco dopo tutto il gruppo ha lasciato l’aula ed è rimasto fuori fino al tema successivo.

«Non ci sentiamo liberi di dire quello che pensiamo - ha spiegato Boris Bignasca allontanandosi dalla sala - Naturalizziamo decine di persone ogni seduta e se per una volta esprimiamo dissenso, non possiamo essere trattati così».

La questione è regolata dalla Legge sulla protezione dei dati e a Lugano è già capitato che i consiglieri comunali la violassero. In un’occasione erano addirittura state abbozzate teorie sociologiche sul fatto che un disagio mentale potesse essere o meno un ostacolo per l’integrazione. Stavolta non si è andati così a fondo, ma la presidente ha voluto ricordare la regola: non bisogna rivelare dettagli che possano rendere riconoscibile un candidato.

Dibattito lungo

All’ordine del giorno erano previsti molti temi, ma il dibattito sulle naturalizzazioni e sui conti, allungato da alcuni intermezzi polemici, ha monopolizzato la serata. È comunque prevista una seconda seduta domani sera.

Fra le questioni delle quali non ci è ancora possibile riferire spiccano la richiesta di un credito di 300 mila franchi per il concorso che lancerà il rinnovamento del centro balneare di Carona (con una piscina naturale o tradizionale?), quella di 2,5 milioni per la progettazione definitiva del parco Viarno a Pregassona e diverse questioni legate al futuro dell’ex Macello. Era anche prevista la nomina del nuovo presidente del Consiglio comunale: a Giovanna Viscardi subentra il popolare democratico Michele Malfanti.

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