Lugano: un budget di 1,5 milioni per il prossimo Natale

Celebrazioni

Stefano Artioli promette: «Nel 2020 saremo il top della Svizzera» - Previsti ancora più investimenti per animare il centro tra novembre e gennaio, ma non solo

Lugano: un budget di 1,5 milioni per il prossimo Natale
© CdT/ Chiara Zocchetti

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Lugano: un budget di 1,5 milioni per il prossimo Natale

Lugano: un budget di 1,5 milioni per il prossimo Natale

«L’anno prossimo saremo il top a livello svizzero. Credeteci!». Questo messaggio, inviato da Stefano Artioli a molti suoi contatti, ci ha incuriosito. Cosa avrà in mente per l’anno prossimo l’imprenditore che quest’anno ha guidato la cordata di privati che ha cofinanziato «Lugano Città del Natale»? «Abbiamo già preparato una bozza di progetto - ci ha spiegato - per il 2020 e immaginato un investimento piuttosto sostanzioso, pari a 1,5 milioni di franchi». Mezzo milione in più, almeno, di quanto investito quest’anno (per l’edizione 2019 la Città ha messo a disposizione circa 370.000 mila franchi, mentre 630.000 franchi sono stati raccolti dall’associazione Vivi Lugano, presieduta da Giancarla Artioli - moglie dell’imprenditore). «Soldi raccolti - sottolinea Artioli - grazie al sostegno di sponsor, che è giusto ricordare e ringraziare. Vivi Lugano e Fondazione Artisa sono infatti stati sostenuti da oltre 30 aziende e banche che hanno reso possibile tutto questo. E dagli esercenti, che si sono molto impegnati». Senza dimenticare i meriti della Città che, per Artioli, si è dimostrata cooperativa, reattiva e lungimirante.

«Un grandissimo successo»
Ma iniziamo parlando dell’edizione 2019 (che tra l’altro andrà avanti fino al 6 gennaio). Si può già stilare un bilancio? «È stato un successo e si è capito subito che i luganesi hanno apprezzato. Lo stesso vale per i molti turisti arrivati in città. Si è notata dinamicità, creata dalla partnership tra pubblico e privato». Per Artioli il successo dell’edizione 2019 è dunque uno stimolo a proseguire in questa direzione. «Lugano ha dimostrato di poter cambiar pagina e può ancora alzare il livello. Se non lo facciamo il rischio è di perdere l’immagine di città internazionale. Una città che ha un paesaggio splendido e competenze che non vanno assolutamente sottovalutate». Il futuro budget di 1,5 milioni, spiega Artioli, è pari a quello a disposizione di Como (e la capitale lariana, lo ricordiamo, viene visitata sotto Natale da più di 2 milioni di persone).

«Copiamo le belle idee»
Ma passiamo all’edizione 2020. Cosa dobbiamo aspettarci? «Vorremmo creare animazione da novembre al 6 gennaio», spiega l’imprenditore. «Lugano ha tutte le possibilità di diventare una città leader in Svizzera, e anche fuori, per questo genere di eventi. Così si sosterrebbe l’immagine della città, dopo i 10 anni di crisi». Per farlo servono idee originali, anche se non ci si deve vergognare - conferma Artioli - di prendere spunto da esempi di successo. «Tante volte mi dico che dovremmo copiare un po’ Lucerna o Berna e, anzi, far sì che Lugano raggiunga quel livello. O pensiamo alle città tedesche dove, per Natale, vengono installati degli chalet a grandezza naturale». E questo non solo nel periodo natalizio visto che stanno emergendo idee di partnership tra pubblico e privato anche per le altre stagioni dell’anno.

Qualche anticipazione
Ma cosa ci sarà nella «Città del Natale» 2020 che non si è già visto quest’anno? Artioli, senza voler svelare troppo, ci ha concesso qualche anticipazione. «Anzitutto vorremmo allargare il programma a tutta la città, perlomeno dal LAC al Casinò. Tutto puntando sulla qualità, che è ciò che deve caratterizzarci». E poi, appunto, si vogliono favorire idee originali. «Per esempio i Babbi Natale sull’acqua che, con delle slitte, porteranno i bambini sul lago. E sarebbe bello mettere un albero di natale nella baia», su una piattaforma, «in modo che si possa vedere da tutta la città. Sarebbe una vera chicca, favorita dal paesaggio del golfo». E poi esibizioni in piazza e una ancora più compatta presenza di eventi. «Sarebbe bellissimo - conclude Artioli - un concerto gospel in piazza della Riforma».

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