Ma quale spiaggia dalla foce al LAC: per Lugano ecco l’isola rotante

La visione

L’ha immaginata l’architetto di fama internazionale Carlo Ratti: ora starà a chi progetterà il futuro del lungolago capire se l’idea visionaria potrà essere tramutata in realtà

 Ma quale spiaggia dalla foce al LAC: per Lugano ecco l’isola rotante
Fra l’isola rotante e la riva, un palco galleggiante. ©RATTI E ASSOCIATI+MIC-MOBILITY IN CHAIN

Ma quale spiaggia dalla foce al LAC: per Lugano ecco l’isola rotante

Fra l’isola rotante e la riva, un palco galleggiante. ©RATTI E ASSOCIATI+MIC-MOBILITY IN CHAIN

La proposta del linguista Alessio Petralli di realizzare una spiaggia dalla foce del Cassarate al LAC vi ha fatto sognare? Bene, ora immaginate una grande isola rotante davanti a Palazzo civico e a piazza Rezzonico, con due passerelle a collegarla a riva. Un’isola che ospiti tanto verde, un bar, un auditorium, una piattaforma di tuffi e un’area educativa. Un’isola contornata da altre due isolette, una per un palco galleggiante a ridosso dalla riva e una dall’altro lato, dove poter far palestra. Più una zona a lago dove poter fare il bagno.

Fantascienza? Forse sì, forse no. «Un’idea visionaria», l’ha definita il sindaco Marco Borradori, ma non è detto che resti tale, perché chi lavorerà al futuro del lungolago con quest’idea dovrà confrontarsi. A immaginare l’isola sono stati lo studio d’architettura del professore di urbanistica al MIT Carlo Ratti e lo studio MIC (Mobility In Chain), che tra le altre cose sta riqualificando l’area dell’Expo a Milano, uno dei progetti più importanti degli ultimi anni per la città lombarda.

Uno strumento per i progettisti

A chiamare in causa lo studio Ratti e il MIC è stato il Municipio di Lugano, che ha chiesto loro di immaginare il lungolago del futuro. Oltre all’isola, nel loro «Vision Plan» vi è un’altra idea forte, e altrettanto visionaria: la strada dinamica (ci torniamo a breve).

Il Vision Plan, assieme ad altri cinque studi (intelligenza artificiale per i semafori, censimento e riordino dei posti barca, destinazioni per il piazzale ex scuole, parcheggi per il comparto FFS e analisi urbana di EspaceSuisse) saranno fra gli strumenti a disposizione di quattro team di progettazione - composti da pianificatori, urbanisti, architetti, architetti del paesaggio e ingegneri del traffico - chiamati a elaborare il Masterplan del comparto lungolago e Lugano centro. Team che lavoreranno a Mandati di studio in parallelo e saranno selezionati tramite un concorso. Per questa procedura il Municipio ha licenziato ieri un messaggio con una richiesta di credito da mezzo milione di franchi.

Il Consiglio comunale dovrà dare l’indirizzo

Il Masterplan del lungolago e del centro è lo strumento con cui la Città intende proporre delle soluzioni per la sistemazione degli spazi pubblici in relazione alle attività di manifestazioni ed eventi, così come per la promozione della residenza, del commercio e del turismo in centro. Si attendono soluzioni, inoltre, a tematiche di mobilità e logistica e risposte all’esigenza di accessibilità e di valorizzazione paesaggistica del lago. «Centro pedonalizzato, lungolago moderato», ha riassunto Borradori nel presentare il messaggio, che ora dovrà essere approvato nel Consiglio comunale, «speriamo entro il termine della legislatura».

«Abbiamo ributtato la palla nel loro campo», ha detto il capodicastero Pianificazione Angelo Jelmini, ricordando che tutto questo iter è nato perché il Consiglio comunale aveva indicato tre vie per il futuro del comparto: mantenere la situazione attuale, tornare a prima del PVP, o andarvi oltre. L’Esecutivo punta sulla terza opzione, l’andare oltre. «Speriamo che possa essere una visione condivisa, ma mi attendo un grande dibattito, e acceso - ha aggiunto Jelmini. - Non escluso che l’ultima parola sarà quella dei cittadini». Se ne parlerà dunque ancora.

L’idea della strada dinamica

Nell’attesa della discussione, torniamo al Vision Plan di Ratti e MIC. Abbiamo accennato all’idea della strada dinamica: «Una proposta che si adatta alle diverse sezioni del Lungolago - si legge, - e che permette di sfruttare al meglio lo spazio disponibile e di modificarne la destinazione d’uso nel tempo». In altre parole, corsie che (fra virgolette) spariscono: Più numerose e a beneficio delle auto nelle ore di punta e meno la sera e nei fine settimana, quando se ne riappropria la mobilità lenta. Ma per farlo, viene stimato, bisogna ridurre il traffico attuale di almeno il 30%. Meglio se della metà.

Il Vision Plan, segnaliamo infine, boccia anche due idee che sono circolate molto: il tunnel subacqueo per le auto è stato considerato troppo caro e tecnicamente invasivo, e pure troppo cara la modifica del profilo storico delle rive per addizione verso il lago, specie perché l’allargamento sarebbe limitato per motivi geologici.

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