Malattia mentale, terrorismo o un mix dei due?

L’analisi

L’accoltellamento di Lugano porta alla luce anche da noi un dilemma noto nelle città colpite dai lupi solitari - Esperti spiegano i motivi che portano gli estremisti a reclutare persone deboli: «La religione spesso c’entra poco»

Malattia mentale, terrorismo o un mix dei due?

Malattia mentale, terrorismo o un mix dei due?

Il gesto di una donna con gravi problemi psichici o un atto terroristico nel senso tradizionale del termine? È questa la domanda che un po’ tutti si pongono riflettendo su quanto accaduto martedì alla Manor di Lugano. Ed è in realtà una domanda su cui sono stati scritti volumi, trattati e migliaia e migliaia di pagine. Una risposta definitiva ancora non sembra esserci, anche perché è difficile dare una risposta definitiva se di mezzo c’è l’ombra dell’ISIS, che con concetti come «guerra perenne» e «guerra senza fronte» ha rimesso in discussione il concetto stesso di terrorismo tradizionale. Si può partire da un dato: stando all’Europol almeno il 20% dei jihadisti soffre di disturbi mentali. Corrado De Rosa, psichiatra e autore del libro Nella mente di un jihadista giudica «un modo per certi...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Lugano
  • 1
  • 1