«Mark in Ucraina non ha più nulla»

Il caso

Una ventina di giovani ha sfilato per il centro di Lugano in segno di solidarietà per il 19.enne rimpatriato con la forza insieme alla sua famiglia - «Lo sentiamo, non sta bene»

«Mark in Ucraina non ha più nulla»
© CdT

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«Sentiamo Mark quotidianamente al telefono, non sta bene». Così un’amica del diciannovenne rimpatriato con la forza in Ucraina insieme alla sua famiglia dopo essersi visto respingere la domanda d’asilo in Svizzera. La giovane ha manifestato stasera insieme ad una ventina di persone, amici e simpatizzanti, sfilando per le vie del centro con maschere e cartelli. «Se fosse un tuo caro ad essere deportato, saresti così indifferente?», «vorresti essere un numero?» e «mandate i ragazzi a morire» sono alcuni degli slogan usati. «Manifestiamo per Mark e contro le frontiere», ci dicono.

«Lo stress accumulato da Mark nelle ultime settimane - continua la ragazza - ha peggiorato la sua situazione. Noi lo sentiamo e cerchiamo di fargli forza. Il colmo di questa situazione - continua - è che, se qui in Svizzera lui e la sua famiglia non avevano documenti, anche adesso in Ucraina non li hanno. Allora io mi chiedo che senso ha rimpatriare una persona per poi lasciare che si ritrovi nella stessa situazione di prima? Anzi, - conclude la nostra interlocutrice - la situazione in Ucraina è ben peggio: qui in Ticino andava a scuola, ora non ha più nulla».

«Mark in Ucraina non ha più nulla»

La piccola manifestazione di stasera ha visto anche un piccolo sit-in davanti al Municipio. Unico neo, un diverbio verbale molto acceso con i gestori di un bar in centro città. Niente a che vedere comunque con le tensioni che hanno avuto luogo in occasione della manifestazione (non autorizzata) per Mark che ha avuto luogo sabato 26 ottobre. L’episodio più controverso - lo ricordiamo - aveva avuto luogo in via Pretorio, dove la Polizia cantonale aveva utilizzato lo spray urticante per disperdere la folla.

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