Michelle Hunziker: «Ecco cosa mi porto dentro della Svizzera»

IL PERSONAGGIO

La conduttrice tv a Lugano presenta il suo brand di prodotti di benessere e racconta della sua «svizzeritudine» - Ripercorre la sua vita dall’infanzia in Ticino fino all’incontro con Tomaso Trussardi

Michelle Hunziker: «Ecco cosa mi porto dentro della Svizzera»
© CdT/Gabriele Putzu

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Michelle Hunziker: «Ecco cosa mi porto dentro della Svizzera»

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Michelle Hunziker: «Ecco cosa mi porto dentro della Svizzera»

Non le saranno certo serviti i documenti per varcare la dogana di Brogeda quando ieri mattina ha attraversato il confine per arrivare a Lugano. Lei, Michelle Hunziker, sta alla Svizzera – e al Ticino – come il cacio sui maccheroni. O, per dirlo in salsa nostrana, come il kirsch nella fondue al formaggio. Alla Manor per presentare il suo brand di prodotti di benessere “Goovi”, la bionda conduttrice ha portato con sé le “good vibes” (le energie positive) che da sempre la contraddistinguono. Sorridente e bellissima, Michelle si è detta particolarmente contenta di tornare a casa, in quella Lugano che la riporta con la mente a quando era bambina.

Caslano e i pranzi al grotto col papà
«Ho tantissimi ricordi del Ticino, i primi anni della mia vita li ho passati a Caslano e ricordo perfettamente la nostra casa, il laghetto e le paperelle che ci nuotavano, le mie amiche. Con mio padre, che ha continuato a vivere qui (è scomparso nel 2001, ndr) anche quando noi ci siamo trasferite in Italia, condividevamo l’amore per la cucina: ci piaceva andare ai grotti, con il motoscafo sul lago e a passeggiare al parco Ciani». All’estero, in Italia, Michelle ha costruito la sua carriera e la sua famiglia, con Eros Ramazzotti prima e con Tomaso Trussardi poi. Ma la «svizzeritudine», come la chiama lei, «è una cosa che ti rimane attaccata per sempre. La disciplina, il nostro modo di approcciarci alla vita è molto utile e non dimentico l’educazione ricevuta in Svizzera, né lo spirito competitivo che ci appartiene e che ci ha reso grandi nel mondo», spiega.

«Donne, siate libere di sentirvi sexy»
Partita come modella – memorabile lo spot di intimo di Roberta che lanciò la sua carriera – Michelle è riuscita ad affermarsi come conduttrice televisiva, facendo della simpatia il suo marchio di fabbrica, senza mai rinunciare alla sua femminilità. «È la sfida delle donne moderne», spiega. «È fondamentale trasmettere il messaggio che possiamo essere multitasking ma non per questo dobbiamo diventare mascoline: non dobbiamo trasformarci in uomini per avere credibilità nel lavoro. L’emancipazione per me è proprio questa: una donna deve poter restare sé stessa, femminile e, se lo vuole, sensuale. Essere sexy non è affatto sinonimo di stupidità, invece siamo ancora troppo spesso incagliati ai cliché del nostro passato culturale. La strada è lunga ma sono certa ce la faremo».

La figlia Aurora e il rapporto con gli «haters»
La passione per il mondo dello spettacolo l’ha trasmessa anche ad Aurora, la figlia 23.enne nata dal matrimonio con Eros Ramazzotti. «Le ho sempre detto che l’avrei sostenuta qualsiasi strada professionale avesse scelto, ma ora ho capito che ha il fuoco sacro dello spettacolo e di conseguenza la appoggio, ma senza starle col fiato sul collo», racconta. Senza essere una mamma eccessivamente oppressiva: «Quando me lo chiede le do dei consigli, ma è anche giusto che faccia i suoi errori e prenda le sue decisioni». A legarle è un rapporto unico, fatto di complicità e risate. Non è raro vedere mamma e figlia protagoniste insieme di alcuni siparietti su Instagram, social sul quale entrambe sono molte attive. E proprio sui social, pur non essendo immune dalle critiche dei “leoni da tastiera”, Michelle ha una ricetta semplice ed efficace per contrastare gli haters: «Non vale la pena cancellarli, la maniera migliore per combattere totalmente questo fenomeno è depotenziarlo, ignorandolo totalmente».

L’autoironia e la rinascita con Tomaso
«La vita non è mai una passeggiata, può aiutare saper affrontare la giornata con un pizzico di leggerezza, restando positivi e sforzandoci di essere autoironici», ci confida. E lei lo sa bene, anche se sono ormai distanti gli anni bui in cui è rimasta vittima di una setta, isolandosi da tutti i suoi effetti. Poi la felicità è tornata a bussare alla sua porta. «Quando ho incontrato Tomaso (Trussardi, imprenditore nel settore della moda, ndr) ero piuttosto prevenuta, uscivo da un periodo molto difficile. Sono rimasta per anni prigioniera di una setta, dove sono stata sottoposta a una forte violenza psicologica. Dopo aver toccato il fondo ero molto concentrata ad essere una brava madre per Aurora e una buona professionista sul lavoro. Non pensavo avrei potuto innamorarmi di nuovo, né tantomeno rifarmi una famiglia. Poi è arrivato Tomaso, anche lui con un passato complicato, che lo ha fatto maturare presto. Ci siamo trovati, è stato un incontro di grande condivisione».

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