“Milano fa rimuovere le pubblicità di Philipp Plein, Lugano non fa nulla”

Polemica sui "prezzi killer" pubblicizzati dallo stilista - I Verdi: "Campagna pubblicitaria aberrante"

“Milano fa rimuovere le pubblicità di Philipp Plein, Lugano non fa nulla”

“Milano fa rimuovere le pubblicità di Philipp Plein, Lugano non fa nulla”

LUGANO - Si riapre la polemica intorno a Philipp Plain che inoccasione del Black friday ha dato vita a una campagna pubblicitaria giudicata da molti offensiva. I manifesti ritraggono delle donne assassinate da "prezzi killer". Il tutto è ovviamente coinciso con la giornata contro la violenza sulle donne. Coincidenza sfortunata per alcuni, cattivo gusto per altri. Il battibecco tra lo stilista e alcuni politici, andato in scena soprattutto sui social network, è immediatamente balzato agli onori della cronaca, insieme alle contromisure del Comune di Milano che ieri ha fatto rimuovere un cartellone esposto in un negozio del marchio in zona Porta Venezia, nel capoluogo lombardo.Ecco i post pubblicati su Facebook e Instagram:

Sul tema anche il gruppo dei Verdi ha preso posizione: "La pubblicità è l'anima del commercio, ma ci sono i limiti da non oltrepassare!" si legge nella nota, dove i Verdi giudicano la campagna pubblicitaria "aberrante". "Il comune di Lugano faccia la sua parte per contrastare questa assurda esaltazione del femminicidio - scrivono I Verdi del Ticino -. I Verdi del Ticino prendono fermamente le distanze dalla disgustosa pubblicità esposta nelle vetrine dei negozi di un noto marchio presente a Lugano, di cui ci rifiutiamo persino di citare il nome, evitando qualsiasi pubblicità". Con il loro scritto I Verdi del Ticino si uniscono alla richiesta formale avanzata da una petizione online (già sottoscritta da centinaia di persone) chiedente di "togliere qualunque immagine di omicidio dai siti e dai negozi" del famoso marchio e rivendicano una presa di posizione da parte delle autorità competenti. "Analogamente a quanto avvenuto a Milano, si invitano le autorità comunali di Lugano a far rimuovere immediatamente il manifesto incriminato e a voler attuare le misure necessarie affinché simili situazioni non abbiano a ripetersi. Il tutto ovviamente nonostante il marchio in oggetto ha l'abitudine di fare doni floreali alle autorità" chiosa il gruppo.

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