Monet, Cézanne e gli altri sei mesi a Lugano

Mostra

Arriva al MASI la collezione Bührle, una delle raccolte più prestigiose al mondo - Per il LAC è il grande evento che finora mancava: «Una chicca internazionale»

Monet, Cézanne e gli altri sei mesi a Lugano
Per visitare l’esposizione di Picasso nel 2018 c’era la coda. © CdT/Archivio

Monet, Cézanne e gli altri sei mesi a Lugano

Per visitare l’esposizione di Picasso nel 2018 c’era la coda. © CdT/Archivio

Monet, Cézanne e gli altri sei mesi a Lugano

Monet, Cézanne e gli altri sei mesi a Lugano

L’avevamo definita una «stagione champagne» quella dell’anno scorso al LAC di Lugano. Le presenze erano state infatti da primato: ben 280 mila. Un risultato raggiunto grazie all’aumento dei visitatori al Museo d’arte (soprattutto con le mostre di Magritte e Segantini), ma anche di una maggiore partecipazione alle proposte di mediazione culturale (per avvicinare più persone a questo mondo) e di un incremento degli eventi organizzati da privati o aziende (che aiutano a far quadrare i conti).

Un trend di crescita che il centro culturale luganese mira a portare avanti questa stagione. È in arrivo infatti una mostra che a Lugano non si vedeva da parecchi anni. Stiamo parlando dei capolavori della collezione privata Emil Bührle, industriale tedesco naturalizzato svizzero morto nel 1956 a Zurigo, dove ha vissuto gran parte della sua vita. Personaggio controverso per il suo ruolo nella produzione ed esportazione di armi durante la Seconda guerra mondiale, Bührle ha dato vita ad una delle collezioni private più prestigiose al mondo. Monet, Cézanne, Renoir, Gauguin, Van Gogh, Canaletto e Tiepolo saranno tra gli artisti in mostra al MASI per quasi sei mesi, dal 15 marzo al 30 agosto, il doppio di quanto dura solitamente un’esposizione al Lugano Arte Cultura. La collezione arriva sulle rive del Ceresio prima di trovare la sua sede permanente il prossimo anno al Kunsthaus di Zurigo e Città e LAC puntano molto su questa mostra, composta da una sessantina di opere, per consolidare il processo di fidelizzazione del pubblico, non solo ticinese, nei confronti del museo.

«L’esposizione sarà una vera chicca, il grande evento che finora mancava», dice Roberto Badaracco, capodicastero e presidente del Consiglio direttivo del LAC. «Un avvenimento di portata non solo nazionale ma internazionale, che si prefigge di attirare molto pubblico anche dal nord Italia». E la mente vola agli anni in cui a Lugano si facevano lunghe code per ammirare la collezione della baronessa Carmen Thyssen che, per diverso tempo, ha fatto la fortuna di Lugano prima di lasciarla per trasferire tutto a Madrid.

La stagione 2020 targata LAC si preannuncia interessante non solo in termini di cultura. Verrà infatti inaugurato tra fine febbraio e marzo il nuovo spazio ristorante e tutto il concetto food&beverage - dal nome Luini 6 - della nuova gestione che ha preso il via il 1. gennaio. Una sorta di ripartenza che - conclude Badaracco - «mira a far diventare finalmente il LAC un autentico luogo di ritrovo, scambio e socializzazione».

Impressionismo ma non solo

La mostra «Monet, Cézanne, Van Gogh... Capolavori della Collezione Emil Bührle» - leggiamo sul sito Internet del MASI - mette in relazione le opere dell’impressionismo con esempi emblematici della pittura dei secoli precedenti, rispettando in questo modo le volontà collezionistiche di Emil Bührle, che selezionò attentamente le proprie opere al fine di costruire una collezione capace di evidenziare il legame tra l’arte degli impressionisti e quella dei loro precursori e successori.

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