Museo in erba in difficoltà, si cercano benefattori

La situazione

L’associazione sta attraversando un periodo economicamente complicato - In ottobre è previsto un incontro con la città di Lugano

Museo in erba in difficoltà, si cercano benefattori
Il Museo in erba chiede aiuti. ©Ti-Press/Archivio

Museo in erba in difficoltà, si cercano benefattori

Il Museo in erba chiede aiuti. ©Ti-Press/Archivio

Il Museo in erba è in difficoltà. La dinamica realtà museale dedicata ai più piccoli ha da poco lanciato una raccolta fondi per provare a tornare a navigare in acque più tranquille. A quasi vent’anni dalla sua fondazione, l’associazione – composta da volontari – di questo passo potrebbe ritrovarsi in serie difficoltà. Gli spazi espositivi, situati al Central Park in Riva Caccia, sono circondati da giganti: nel giro di pochi metri ci sono il Museo delle culture e il LAC. Non proprio due signor nessuno. Eppure non è nella concorrenza e quindi nell’assenza di pubblico che va ricercata la crisi. «Anzi, da quando ci siamo trasferiti da Bellinzona a Lugano abbiamo notato un aumento delle entrate» spiega Loredana Bianchi, la direttrice. «Esistiamo dal 2000, in tutti questi anni siamo sempre riusciti a pagare le mostre e coprire le spese di gestione. Abbiamo deciso di trasferirci a Lugano nel 2016: una decisione che ci soddisfa ancora oggi, il pubblico è in aumento e abbiamo rinforzato il partenariato con il Centre Pompidou di Parigi. Siamo gli unici in Svizzera a proporre mostre dedicate all’infanzia. A livello di immagine siamo soddisfatti, sì. I tempi sono però cambiati. Gli incassi non bastano più, un problema comune a molte altre realtà museali».

I contributi mancati

Il Museo in erba riesce ad avere una buona copertura delle singole mostre grazie a delle sponsorizzazioni. Eppure, non basta. Non basta più. «Ciò che a noi manca, a differenza degli altri musei, è il contributo pubblico» spiega Bianchi. «Fin dall’inizio della nostra attività beneficiavamo di un finanziamento cantonale derivante dal fondo Swisslos. Tuttavia, a partire da inizio anno, questo contributo è stato cancellato (la mediazione culturale, infatti, è stata stralciata dal fondo, ndr). Peccato, perché noi siamo un unicum in Ticino. Eravamo e siamo un’eccezione. Un’altra causa della crisi riguarda la città. Bellinzona ci sosteneva maggiormente, Lugano invece concede sì un buon contributo, ma minore rispetto al precedente. Un ulteriore ammanco. Piccole cifre, ma decisive per la nostra realtà».

Battere nuove piste

Per provare a superare il periodo burrascoso a livello di finanze, l’associazione del Museo in erba ha lanciato una raccolta fondi tramite un’apposita piattaforma. «Lo scopo è quello di trovare nuovi benefattori» commenta la direttrice. «Ci piacerebbe proseguire il nostro percorso: i bambini che vengono oggi nel nostro museo, domani saranno dei visitatori più consapevoli, più preparati, più aperti alla cultura. Noi, poi, lavoriamo a stretto contatto con le scuole di tutto il Cantone». A ottobre, come spiega il municipale Roberto Badaracco, è previsto un incontro per trovare una soluzione. «Sarebbe bello creare una rete fra il Museo in erba e le altre realtà museali cittadine» dice Badaracco. «Teniamo molto alle preziose attività proposte dall’associazione».

La mostra

Dal 14 settembre il Museo in erba presenta «L’atelier delle luci – L’arte con il retroproiettore», un’esposizione ideata dal «Service de médiation culturelle» del Centre Pompidou di Parigi, che stimola in modo divertente la creatività attiva per comprendere temi importanti dell’arte come la composizione, la luce, i materiali e i supporti.

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