Naturalizzazioni «scaricate» a Lugano: e adesso?

CONSIGLIO COMUNALE

I leghisti lasciano tutto il lavoro agli altri commissari e i richiedenti aspettano - Il sindaco Borradori: «Mi chiamano persone che sono in ballo da due o tre anni»

Naturalizzazioni «scaricate» a Lugano: e adesso?
© CdT/ Chiara Zocchetti

Naturalizzazioni «scaricate» a Lugano: e adesso?

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È stato un inizio col botto quello della Commissione delle petizioni luganese dopo la pausa estiva. Al termine della riunione di giovedì, i rappresentanti della Lega dei Ticinesi - Gianmaria Bianchetti, Nicholas Marioli, Enea Petrini e Omar Wicht - hanno reso nota la decisione di non partecipare più ai lavori commissionali concernenti le procedure di naturalizzazione. Gli incarti in loro possesso saranno riconsegnati alla Cancelleria affinché siano assegnati ad un altro commissario. lnoltre, d’ora in avanti il gruppo leghista si asterrà dal voto in occasione dell’esame dei singoli messaggi municipali da parte del Consiglio comunale. Una decisione presentata qualche giorno fa nel corso di una riunione ristretta a cui hanno partecipato anche i municipali leghisti. «Nessuno ha avuto obiezioni», dice Lorenzo Quadri.

All’origine del gesto, stando alla lettera firmata dai commissari, vi sono le criticità emerse dall’analisi della procedura adottata dalle Petizioni nell’esame e nell’evasione delle richieste di naturalizzazione, come pure della valutazione delle stesse dal Consiglio comunale.
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la concessione dell’attinenza comunale ad una persona richiedente nella seduta del 6 luglio scorso (quando per protesta il gruppo aveva abbandonato l’aula). In quel caso il Municipio aveva dato un preavviso negativo, mentre la Commissione aveva presentato due rapporti: uno di minoranza (contrario e firmato dai commissari di Lega e UDC) e uno di maggioranza (a favore e firmato da tutti gli altri). In Consiglio comunale l’aveva spuntata il secondo.

«No alla concessione facile»
«Il principio alla base di ogni valutazione dei petenti e fattore determinante per l’accoglimento o meno di una tale istanza - spiegano in una lettera Bianchetti e compagni - deve essere l’integrazione, sotto tutti i punti di vista. Palese a nostro avviso che, nel caso citato, tali premesse siano state gravemente disattese, sia all’interno della Commissione che del Consiglio comunale. La conseguenza è stata non solo quella di aver pubblicamente ridicolizzato il lavoro della Commissione ma anche di aver dimostrato l’inutilità del mandato conferito alla stessa in ambito di naturalizzazioni».

«Indegna e illegale»
Non si è fatta attendere, ieri, la presa di posizione del presidente del PS cittadino Raoul Ghisletta, che definisce la decisione della Lega «indegna e illegale». «Le domande di attinenza comunale luganese - sottolinea - sono trattate nel 90% delle circa 40 sedute annue delle Petizioni: la rinuncia sistematica a parteciparvi è un boicottaggio dei lavori della Commissione stessa». Infine, secondo il consigliere comunale «il vittimismo degli esponenti di un partito come la Lega, che domina la Città di Lugano con 3 municipali su 7, è assolutamente fuori luogo». Stando invece al municipale leghista Lorenzo Quadri, la decisione è valida perché motivata dallo «svilimento della concessione dell’attinenza». «Capisco - dice - che, al posto di rendersi complici di un modo di porsi che non si condivide, abbiano deciso di chiamarsi fuori». E a chi si preoccupa di tempi più lunghi dovuti alla diminuzione del numero di commissari addetti ai dossier, Quadri risponde che «due o tre mesi in più non fanno la differenza: si tratta di un percorso lungo per ottenere un riconoscimento importante». E Marco Borradori cosa ne pensa? In quanto sindaco rappresenta l’istituzione Città nel suo complesso, è un punto di riferimento. Infatti – ci ha confermato lui stesso – è stato contattato da diverse persone che attendono da tempo una decisione sulla loro richiesta di naturalizzazione. «Ricevo telefonate da cittadini che sono in ballo anche da due o tre anni». La scelta del gruppo leghista non accelera di certo i tempi. «Sono sempre contrario ad abbandonare l’aula – spiega il sindaco, pur mostrando comprensione per il malessere dei suoi compagni di partito sul tema del passaporto elvetico. – Penso che il gruppo abbia i mezzi e le capacità per esprimere il suo dissenso in modo forte anche restandoci, in aula. Mi auguro che questa iniziativa abbia unicamente un valore dimostrativo e una durata limitata: bisogna tenere conto anche delle persone e del loro diritto di naturalizzarsi».

Ci sono dei doveri
Infine, come spiega il capo Sezione Enti locali Marzio Della Santa, «dal punto di vista della procedura per la concessione della cittadinanza, basta che ci sia una maggioranza qualificata che prenda una decisione, quindi la Commissione non è bloccata. E anche se il gruppo si asterrà in blocco dalla votazione dei messaggi inerenti la concessione dell’attinenza, la procedura in quanto tale non è in pericolo». Ma, conclude, «ora bisognerà capire come evolverà la situazione, quanto durerà e se, con il perdurare del loro comportamento, i commissari verranno meno ai loro doveri».

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