‘Ndrangheta in Svizzera: un arresto a Grancia e uno a Spreitenbach

MAFIA

L’operazione «Imponimento» contro la cosca Anello-Fruci prosegue – L’uomo finito in manette in Ticino è indagato per associazione mafiosa e trasferimento fraudolento di valori – «È risultato tra i soggetti di riferimento dell’organizzazione in terra elvetica»

‘Ndrangheta in Svizzera: un arresto a Grancia e uno a Spreitenbach
© CdT/Chiara Zocchetti

‘Ndrangheta in Svizzera: un arresto a Grancia e uno a Spreitenbach

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Svizzera e mafia. Un legame troppo spesso sottovalutato. «La Svizzera da qualche anno ha cominciato a collaborare di più con le autorità italiane. Deve continuare a farlo - ha dichiarato al Corriere del Ticino proprio negli scorsi giorni il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri -, perché la collaborazione, ma soprattutto la condivisione delle informazioni, è vitale nella lotta alle mafie». E proprio questa collaborazione ha portato all’arresto, martedì 15 giugno, di due persone su territorio elvetico. Una in Ticino.

Si tratta di arresti legati all’ordinanza di custodia cautelare emessa lo scorso mese di agosto 2020 per l’operazione «Imponimento» contro la cosca Anello-Fruci operativa nelle province di Vibo Valentia e Catanzaro, con base logistica a Filadelfia e importanti ramificazioni in Svizzera.

Nella giornata di martedì - fanno sapere i media italiani -, con la collaborazione della Fedpol, è stato arrestato un uomo residente a Grancia, indagato per associazione mafiosa e trasferimento fraudolento di valori. L’uomo sarebbe risultato tra i soggetti di riferimento della cosca della ‘ndrangheta su suolo svizzero, nonché prestanome dell’esponente di vertice della cosca in relazione a una iniziativa imprenditoriale che si sarebbe dovuta impiantare a Filadelfia (Vibo Valentia).

La seconda persona arrestata vive a Spreitenbach (Argovia). È indagato per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, ma sarebbe pure coinvolto in «alcune vicende relative alla coltivazione di marijuana in Calabria».

Per i due sarebbe stata richiesta l’estrazione verso l’Italia.

L’operazione «Imponimento» aveva portato, tra i mesi di luglio e agosto del 2020, all’esecuzione al fermo di indiziato di delitto nei confronti di 74 indagati e successivamente all’ordinanza di misura cautelare personale nei confronti di 75 indagati. Nel frattempo, è stata avanzata richiesta di rinvio a giudizio per 147 responsabili e lo stesso è allo stato in fase di trattazione all’udienza preliminare.

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