‘Ndrangheta in Ticino: «Può essere estradato e processato in Italia»

Sentenza

La Corte dei reclami del Tribunale penale federale ha respinto il ricorso dell’ex dipendente di un Comune del Luganese sospettato in entrambi i Paesi di far parte del clan Anello

‘Ndrangheta in Ticino: «Può essere estradato e processato in Italia»

‘Ndrangheta in Ticino: «Può essere estradato e processato in Italia»

Può essere estradato e processato in Italia anche per i reati per cui è indagato in Svizzera. È questa la conclusione a cui sono giunti i giudici della Corte dei reclami del Tribunale penale federale. Il caso è quello dell’ex dipendente di un Comune del Luganese sospettato – in Italia e nel nostro Paese – di far parte del clan Anello.

L’uomo, difeso dagli avvocati Stefano Pizzola e Maricia Dazzi, si opponeva all’estradizione e contestava la scelta elvetica di delegare il perseguimento penale agli inquirenti Italiani.

È sospettato di aver partecipato all’approvvigionamento di armi dalla Svizzera in favore della ‘ndrangheta e di essersi fittiziamente intestato una proprietà in Calabria in realtà di proprietà del capocosca. Tutto questo, stando all’accusa, per evitare che il terreno venisse confiscato dall’autorità. In Svizzera avrebbe anche aiutato membri della cosca, in diverse occasioni, a cambiare parecchie decine di migliaia di euro. «Dalle indagini espletate dalle autorità italiane – si legge nella sentenza – il denaro messa a sua disposizione per essere cambiato sarebbe stato generato all’esterno del circuito bancario e poi inviato in Calabria grazie ai suoi consigli e al suo aiuto».

«Questa Corte – stabiliscono i giudici – ritiene che la decisione di delegare il procedimento penale svizzero alle autorità italiane non presta il fianco a critiche e va confermata». Questo perché il baricentro dell’organizzazione criminale (le attività del clan Anello, ndr) «si trova indubbiamente in Italia (...) e perché le autorità italiane, sono indubbiamente meglio posizionate per esaminare e valutare il ruolo del ricorrente in seno alla stessa».

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