«Non chiamatela coatta», Sessa si riallaccia a Tresa

MALCANTONE

La Commissione del Gran Consiglio riporta in auge la fusione a quattro - Gli abitanti l’avevano bocciata in votazione popolare, ma poi molti di loro hanno cambiato idea - I Municipi sono soddisfatti, anche se a dire l’ultima parola dovrà essere il Parlamento

«Non chiamatela coatta», Sessa si riallaccia a Tresa
© CdT/Archivio

«Non chiamatela coatta», Sessa si riallaccia a Tresa

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«Per favore, non chiamatela aggregazione coatta». Così ci ha chiesto Piero Marchesi (sindaco di Monteggio e presidente della commissione di studio dell’aggregazione tra Croglio, Monteggio, Ponte Tresa e Sessa) e così ci ha chiesto anche la municipale di Sessa Mirna Cassis. «Non è coatta perché è nata a quattro Comuni e si farà a quattro Comuni. E perché gli abitanti di Sessa hanno dimostrato con una petizione di aver cambiato idea». Ma andiamo con ordine. La Commissione Costituzione e leggi del Gran Consiglio ha deciso di benedire la nascita del nuovo Comune di Tresa e di includere anche Sessa, nonostante il voto popolare avesse bocciato il progetto, con 19 voti di scarto. «E non è coatta - ci spiegano sia Marchesi che Cassis - perché poi una successiva petizione, favorevole all’aggregazione, è stata sottoscritta da 272 persone: più di quelle che in precedenza avevano votato no». L’ultima parola spetterà al Gran Consiglio, anche se la strada verso l’aggregazione a quattro sembra ora essere tracciata.

«Hanno cambiato idea»
Molti abitanti di Sessa hanno cambiato idea, e di questo anche la Commissione ha tenuto conto. «Ho incontrato diverse persone - ci ha spiegato Marchesi - che mi hanno confermato di aver prima votato no, e poi di aver capito che non potevano restare da soli. In molti erano convinti che la bocciatura di Sessa avrebbe fatto saltare l’intera aggregazione ma poi, quando hanno saputo che gli altri Comuni sarebbero andati avanti comunque, hanno capito che Sessa non poteva restare da sola ed isolata». «Il giustificato timore di rimanere ai margini dell’aggregazione - sostengono invece i commissari del Gran Consiglio - geograficamente e operativamente ha spinto molti degli abitanti a sottoscrivere la petizione che chiede l’inclusione di Sessa nell’aggregazione, ossia a ritenere che nel suo stesso interesse il Comune debba entrare a far parte di Tresa da attore protagonista, contribuendo alla costruzione della nuova comunità, piuttosto che rimandare a quando le scelte di fondo saranno già state operate da altri».

«È un bel giorno»
«La decisione odierna - sottolinea Cassis -è una bella notizia e questo è un bel giorno, anche se manca la conferma totale (il voto del Gran Consiglio, appunto). Siamo sulla buona strada e spero che ci resteremo. Fa piacere che la Commissione, dopo aver ascoltato tutti i gruppi, ha deciso di optare per questa soluzione che dimostra una visione a medio termine. Il progetto di aggregazione infatti è nato a quattro e deve concludersi a quattro. Ognuno, ogni Comune, ha un ruolo. E perderlo avrebbe significato realizzare un progetto non realmente concluso».

«Siamo fiduciosi»
E soddisfatto si è detto anche Omar Balli, relatore in Commissione del rapporto sull’aggregazione. «Con tutti gli attori coinvolti ci siamo chinati a lungo sulla questione e abbiamo ritenuto che l’aggregazione di Sessa sia la migliore opzione. I quattro Comuni sono complementari tra loro». Ed è preoccupato del fatto che potrebbe venir recepita come una coatta? «Certo. È un termine che non piace e in effetti non viene mai citato. Si tratta sì di un’aggregazione coatta, ma un po’ sui generis poiché i quattro Comuni (a maggioranza) erano favorevoli. C’è poi stata la petizione lanciata dai cittadini. Sono cosciente che ci sarà una parte della popolazione non contenta, ma allo stesso tempo sono fiducioso che la decisione verrà recepita bene».

Pronti ad accogliere Astano?
Sul tavolo c’è anche la possibilità che, in tempi relativamente brevi, ai quattro Comuni se ne possa unire un quinto: quell’Astano che si è visto fissare di recente il moltiplicatore d’imposta dal Governo al 130%. Astano che - ha spiegato il Governo - per rimettere in quadro le proprie finanze non può che aggregarsi. Sono già stati presi contatti con i Comuni vicini in questo senso e la futura Tresa pare in pole position come papabile partner.

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