Curio

Nuova sala musicale al museo del Malcantone

Dedicata alla musica popolare prima dell’avvento della radio, debutterà il 19 maggio

 Nuova sala musicale al museo del Malcantone
La «tiba», il corno delle Alpi in versione ticinese (foto museo del Malcantone)

Nuova sala musicale al museo del Malcantone

La «tiba», il corno delle Alpi in versione ticinese (foto museo del Malcantone)

 Nuova sala musicale al museo del Malcantone
Pianola meccanica verticale a cilindro (foto museo del Malcantone)

Nuova sala musicale al museo del Malcantone

Pianola meccanica verticale a cilindro (foto museo del Malcantone)

 Nuova sala musicale al museo del Malcantone
Una «lumaca» suonata a Curio nel corso della Settimana santa in sostituzione delle campane (foto museo del Malcantone)

Nuova sala musicale al museo del Malcantone

Una «lumaca» suonata a Curio nel corso della Settimana santa in sostituzione delle campane (foto museo del Malcantone)

CURIO - Il museo del Malcantone inaugurerà domenica 19 maggio una nuova sala in occasione della Giornata dei musei. L’appuntamento è fissato per il 16 a Curio: dopo un breve saluto e la presentazione si darà il vai a un pomeriggio di canto spontaneo, con Silvio Giambonini alla fisarmonica. La musica sarà infatti il tema della nuova sala espositiva. O meglio, la musica delle nostre terre prima dell’avvento della radio, «quando le canzoni si dovevano cantare e per ballare era necessario suonare», come si legge nella nota di presentazione.

L’allestimento vuole essere innovativo «e si ripromette di suscitare la curiosità del visitatore», comprendendo svariati materiali. Innanzitutto strumenti normali ma anche strani, fra cui spicca la cosiddetta «tiba», cioè il corno delle alpi in versione ticinese, in quello che i curatori affermano sia forse l’unico esemplare ancora esistente. Non mancherà anche una pianola verticale meccanica trasportabile a spalla da un villaggio all’altro, un tempo usata per le feste di ballo. Oltre agli strumenti saranno inoltre esposti testi, spartiti e immagini, e si potrà consultare un archivio multimediale per esplorare le varie espressioni della musica popolare.

«Coerentemente con quanto fatto per i temi trattati nelle altre sale - continuano i curatori - anche per quanto riguarda la musica si offrono materiali che permettono di verificare come in realtà la cultura popolare del passato era tutt’altro che chiusa e immobile, bensì pronta allo scambio e alla ricezione. Ecco dunque testi e melodie che riteniamo tipicamente ticinesi rivelarsi in forme simili o addirittura identiche in luoghi anche lontani».

Alla realizzazione della sala hanno contributo la fondazione Francesco ed Erica Torriani e numerosi amici del museo.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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