GRAVESANO

Operazioni fasulle, De Rosa preoccupato: c’è in gioco la fiducia dei pazienti

Il consigliere di Stato commenta il caso emerso alla clinica Ars Medica: «La preoccupazione dei cittadini è anche la mia»

Operazioni fasulle, De Rosa preoccupato: c’è in gioco la fiducia dei pazienti
La clinica Ars Medica, dove sarebbero avvenuti i fatti. (Foto Putzu)

Operazioni fasulle, De Rosa preoccupato: c’è in gioco la fiducia dei pazienti

La clinica Ars Medica, dove sarebbero avvenuti i fatti. (Foto Putzu)

GRAVESANO - I contorni della vicenda sono ancora molto sfumati, ma la strada che potrebbero prendere le indagini della Magistratura spaventa le autorità. Parliamo delle presunte operazioni fasulle alla clinica Ars Medica, per le quali un medico neurochirurgo è finito sotto la lente della Procura e del Cantone. È cominciato tutto da una segnalazione dell’Ente Ospedaliero Cantonale dopo che il Neurocentro del Civico si è preso cura di alcuni pazienti che erano stati operati dal dottore in questione ma che soffrivano gli stessi dolori patiti prima dell’intervento. In sostanza non era cambiato nulla e l’EOC, ipotizzando dopo ulteriori esami che quelle operazioni in verità non fossero mai stata effettuate, si è rivolto alla Giustizia, come del resto impone la legge di fronte a una sospetta irregolarità. L’ipotesi di reato sulla quale stanno lavorando gli inquirenti, per il momento, secondo nostre informazioni, è quella di lesioni intenzionali, legata al fatto che ai pazienti era stata praticata una piccola incisione sulla schiena. Il quadro come detto è ancora incompleto, ma quanto emerso finora è sufficiente a far preoccupare. Innanzitutto i cittadini, in qualità di utenti del sistema sanitario, e poi chi su questo sistema vigila, come il direttore del Dipartimento Sanità e Socialità (DSS) Raffaele De Rosa. Premesso che l’inchiesta dovrà fare il suo corso, come ha accolto la notizia delle indagini? «La prima reazione è di preoccupazione e di solidarietà per i pazienti coinvolti – esordisce – Se i fatti riportati dalla stampa fossero confermati dall’inchiesta penale, la situazione creatasi sarebbe molto grave. Sia per la rilevanza di quanto descritto, sia perché i fatti minerebbero l’importante rapporto di fiducia che tutti i pazienti devono poter nutrire nei confronti degli operatori e delle strutture sanitarie». Pur essendo ancora nel campo dei «se», alcuni provvedimenti possono essere già presi. La clinica Ars Media, ad esempio, ha deciso di sospendere il dottore a titolo precauzionale precisando che la salute dei pazienti, comunque, non è mai stata messa in pericolo. Anche il DSS potrebbe adottare una misura simile, ma per il momento non può farlo. «I nostri servizi, d’intesa con l’EOC, hanno immediatamente segnalato i casi al Ministero pubblico, essendo ipotizzabili reati di natura penale – risponde De Rosa – Per procedere sul piano amministrativo, anche con misure cautelari, occorre disporre di sufficienti riscontri dall’inchiesta penale. L’autorità amministrativa non può procedere autonomamente ad accertamenti, anche perché vi sarebbe il rischio di pregiudicare l’esito della procedura penale». In altre parole si attendono riscontri da Palazzo di giustizia: basi più solide sulle quali poggiare eventuali decisioni. Sta di fatto che se le accuse fossero confermate, questo caso si aggiungerebbe ad altri simili che sono balzati recentemente agli onori delle cronache, come la vicenda del seno asportato per errore al Sant’Anna e del contagio per Epatite al Civico. Se immaginiamo la fiducia dei ticinesi nel sistema sanitario cantonale (pubblico e privato) come un grande capitale, episodi come questi non possono che eroderlo (si può discutere sul quanto, ma non è questo il punto). Cosa si sente di dire De Rosa a chi sente diminuire la sua fiducia? «Capisco il sentimento di preoccupazione di questi cittadini, che è anche il mio. Il settore sanitario, e quello sociale, richiedono tanta attenzione, sensibilità e delicatezza. Anche per questo desidero rassicurare che la qualità delle cure e la sicurezza dei pazienti rappresentano una mia priorità. La vigilanza sanitaria agisce attraverso ispezioni regolari, ma anche a sorpresa, come pure con verifiche di segnalazioni che giungono alla nostra attenzione. È importante che errori o comportamenti inadeguati vengano alla luce cosicché le autorità possano intervenire». Ma il dibattito va inevitabilmente oltre i singoli casi. Su La Regione di ieri, ad esempio, il parlamentare Lorenzo Jelmini ha parlato della possibilità di apportare dei correttivi per evitare questo genere di situazioni e De Rosa non esclude in ulteriore rafforzamento della la vigilanza sanitaria. «La recente revisione della Legge sanitaria ha migliorato gli strumenti per far emergere errori o manchevolezze. È tuttavia fondamentale che la prima forma di controllo avvenga presso le strutture e gli operatori attraverso la promozione della qualità e la cultura dell’errore. Ma questa sensibilizzazione – conclude il consigliere di Stato – deve nascere e consolidarsi già sul piano formativo a livello di etica e deontologia professionale».

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