Operazioni fasulle, neurochirurgo sotto inchiesta

IL CASO

Il medico, attivo in una struttura privata del Luganese, è indagato per aver effettuato interventi fittizi ai danni di almeno quattro pazienti - I reati vanno dalle lesioni gravi intenzionali alla truffa alle assicurazioni sociali

Operazioni fasulle, neurochirurgo sotto inchiesta
(Foto Shutterstock)

Operazioni fasulle, neurochirurgo sotto inchiesta

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LUGANO - Sono passati solo cinque anni dal caso - definito «isolato» - di malasanità in Svizzera quando, in una sala operatoria della clinica San’Anna di Sorengo, un chirurgo asportò per un errore di identità i seni di una paziente di 67 anni. L’edizione odierna del «Caffè» svela invece un’altra storia preoccupante. In una struttura privata del Luganese in almeno quattro casi un neurochirurgo avrebbe effettuato delle operazioni fasulle a partire dagli ultimi mesi del 2018 alle prime settimane del 2019.

Gli interventi, sebbene di routine, consistevano in false incisioni in zone delicate, e vista la specializzazione del chirurgo, erano tutti legati a patologie neurologiche.

A fare emergere la vicenda sarebbero stati gli stessi pazienti coinvolti, che a causa di dolori persistenti successivi agli interventi ai quali si erano sottoposti, si sono rivolti all’ospedale Civico di Lugano. Il primo caso riguarda una donna 70enne operata nella struttura privata nell’ottobre dello scorso anno. La paziente avrebbe dovuto essere stata sottoposta ad una foraminotomia, un intervento alla schiena per alleviare la pressione sui nervi compressi, che provocano forti dolori alle gambe e ai glutei. Tuttavia, dopo essersi sottoposta all’operazione, la donna è stata costretta a rivolgersi al Civico in quanto i medesimi dolori sussistevano pure dopo l’intervento. Dagli esami effettuati, è emerso che la paziente non era mai stata operata, sebbene sulla sua schiena fosse stata praticata un’incisione chirurgica. Di qui la segnalazione del medico cantonale Giorgio Merlani alla procura.

Come riporta il domenicale, i sospetti che qualcosa non fosse andato per il verso giusto sono venuti alla donna immediatamente dopo l’operazione, in quanto accusava i medesimi dolori con cui aveva convissuto per mesi. Come detto, non si tratterebbe di un caso isolato. In totale, i pazienti rivoltisi al Neurocentro del Civico, operati in precedenza dal medesimo chirurgo nella stessa struttura privata del luganese, sarebbero attualmente quattro.

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