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Parcheggi meno cari a Lugano, ma che fatica trovarli

Per i residenti scendono i costi delle autorizzazioni nelle zone blu e nei posteggi con il parchimetro - Bertini: «Una misura a favore di chi vive nei quartieri» - Ma per alcuni trovare uno stallo resta un problema

Parcheggi meno cari a Lugano, ma che fatica trovarli
(Foto archivio CdT)

Parcheggi meno cari a Lugano, ma che fatica trovarli

(Foto archivio CdT)

LUGANO - Lasciare l’auto nei posteggi in zona blu e in quelli di secondo livello (dotati di parchimetro) costerà meno ai residenti dei quartieri luganesi. Il Municipio ha pubblicato ieri la modifica dell’ordinanza sulla regolamentazione delle autorizzazioni e tasse di parcheggio risalente al 2017. Se in passato le agevolazioni di parcheggio che consentono di lasciare l’auto senza limitazioni di tempo nei posteggi di secondo livello venivano rilasciate solo nei quartieri dove non esistono le zone blu, ora sono ottenibili anche in quelli dove «non è prevista la creazione di un numero sufficiente di zone blu». Il costo delle autorizzazioni scende da 50 a 40 franchi mensili per i parcheggi all’aperto e dai 65 ai 50 per quelli al coperto nei quartieri di Lugano-centro, Molino Nuovo, Viganello, Besso, Loreto, Pazzallo, Cassarate, Castagnola, Aldesago, Ruvigliana, Breganzona, Pregassona e Pambio-Noranco; mentre scende da 50 a 20 franchi al mese per i parcheggi all’aperto e da 65 a 25 per quelli al coperto nei quartieri di Cureggia, Davesco-Soragno, Cadro, Villa Luganese, Sonvico, Val Colla, Brè, Barbengo, Carabbia e Carona. Per quanto concerne le autorizzazioni per le zone blu, nel primo gruppo di quartieri (quelli più centrali) il costo mensile rimane invariato (40 franchi), mentre viene ridotto a 20 franchi nel secondo gruppo di quartieri. La modifica entrerà in vigore il 1. gennaio dell’anno prossimo. «Una misura - spiega il capodicastero Sicurezza e Spazi urbani Michele Bertini - che va incontro ai residenti, per i quali sono pensati quei posteggi, in particolare dopo l’adeguamento imposto dal Cantone alla Città nell’ambito delle misure legate alla mobilità sostenibile». Tutto ebbe inizio nel marzo 2017, quando la Città trasformò in Park and Ride i posteggi Cornaredo-Termica e Cornaredo-Stadio est. Il provvedimento, com’è noto, dava seguito alla politica cantonale dei parcheggi negli agglomerati, volta alla promozione del trasporto pubblico. Oltre a queste aree, più importanti in termini di numero di stalli, Lugano negli ultimi tempi è intervenuta dicendo basta anche alle altre aree di posteggio illimitate sparse un po’ su tutto il territorio. «Con la chiusura dei posteggi più grandi, che venivano presi d’assalto da pendolari che vi parcheggiavano l’auto privata per recuperare il furgone aziendale, gli utenti si sono riversati in quelli ancora non regolamentati presenti nei quartieri», spiega Bertini. «Il tutto a scapito dei residenti». Con la regolamentazione delle zone di stallo rimaste «libere» si è deciso di diminuire del costo delle autorizzazioni.

«Che fatica abitare in centro»

Nonostante la modifica all’ordinanza municipale porti un po’ di ossigeno ai residenti, spesso per i possessori di un’autorizzazione non è facile trovare un posteggio. «Quando ho deciso di venire a vivere in centro città ho messo in conto le difficoltà nel trovare un parcheggio, ma non mi aspettavo una situazione così disastrosa». Così Daniele, abitante di corso Elvezia da qualche anno, ci racconta l’odissea che vive quotidianamente nel tentativo di posteggiare l’auto. «Praticamente tutti i giorni, rientrando dal lavoro, mi ritrovo a girare in tondo nel traffico per una ventina di minuti prima di trovare un posto libero. Altre volte semplicemente non lo trovo e sono costretto a ripiegare su un posteggio nella zona bianca. Io poi sono stato un po’ sfortunato perché in via Luigi Canonica, una delle vie in cui posso lasciare la vettura, hanno da poco tolto altri parcheggi per ragioni di sicurezza. Una misura comprensibile, ma la Città avrebbe da subito dovuto trovare soluzioni alternative per i residenti. Certo, nella vita i problemi sono altri, ma l’importante poi è non lamentarsi se le gente si allontana dal centro», conclude.

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