Parcheggi moto a pagamento? Bertini: «Oggi non è un tema»

Lugano

La Città si era in passato detta possibilista sull’opzione di riscuotere tasse di parcheggio per i veicoli motorizzati a due ruote, ma ora che ne sta incoraggiando l’uso non vuole disincentivi

Parcheggi moto a pagamento? Bertini: «Oggi non è un tema»
©CDT/GABRIELE PUTZU

Parcheggi moto a pagamento? Bertini: «Oggi non è un tema»

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Oggi motociclette, scooter, motorini e bici elettriche non pagano il posteggio, ma dall’anno prossimo la musica potrebbe cambiare. Il Consiglio federale ha infatti deciso che dal 2021 Città e Comuni avranno la facoltà di riscuotere tasse di parcheggio per i veicoli motorizzati a due ruote. Alla cassa non verrebbero chiamati solo i motociclisti ma anche i conducenti di bici elettriche con una velocità massima fino a 45 km/h.

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La decisione del Governo, spiega la «NZZ am Sonntag», risponde ad una richiesta dell’Unione delle Città svizzere. I grandi centri sono sempre più spesso confrontati con il problema della mancanza di posteggi negli spazi pubblici. Problema acuito dai mezzi a due ruote, aumentati costantemente negli ultimi anni: sono infatti quasi un milione le moto, gli scooter, i ciclomotori, i monopattini elettrici e le e-bike veloci immatricolati. La facoltà di far pagare il posteggio è stata introdotta attraverso una modifica dell’Ordinanza sulla segnaletica stradale. Oggi questa prevede l’indicazione «Parcheggio contro pagamento», che però si riferisce solo agli autoveicoli. Per facilitare l’attuazione del nuovo balzello , visto che l’affissione del biglietto è complicata per le due ruote, il Governo raccomanda un sistema di registrazione con parcheggi numerati.

Borradori: «Lugano possibilista»

Secondo il domenicale, Berna, Lucerna e Lugano avrebbero già mostrato il loro interesse ad una tassa di parcheggio. Il sindaco Marco Borradori conferma che Lugano, interpellata tempo fa per un sondaggio dall’Unione delle Città svizzere, si era detta possibilista. La situazione comunque è ancora molto fluida perché bisogna ponderare diversi aspetti. «Da un lato infatti è vista di buon occhio un’intensificazione della mobilità su due ruote, perché alleggerisce il traffico veicolare. Dall’altro però bisognerebbe anche tener conto di una retribuzione per l’uso dello spazio pubblico. È un equilibrio difficilissimo da trovare. Bisognerà vedere dove porre l’accento».

Bertini: «Bisogna valutare con calma»

«È tutto da valutare con calma, oggi non è un tema sul tavolo del Municipio. L’ordinanza c’è ma non vuol dire che la implementeremo domani mattina», fa eco al sindaco il municipale Michele Bertini, responsabile degli spazi urbani . «Ci sono tante cose da valutare. Complice la crisi coronavirus stiamo facendo una politica per incentivare l’uso delle due ruote. All’autosilo Motta, ad esempio, un piano è stato dedicato ai parcheggi per moto e scooter. Ora, introdurre un sistema a pagamento sarebbe un disincentivo», spiega il vicesindaco. «Una tassa potrebbe eventualmente entrare in linea di conto laddove è possibile fornire servizi: luogo sicuro, all’asciutto e illuminato. Ma non è da considerare nel corto termine».

Wobman: «Mossa ingiustificata»

Il consigliere nazionale UDC e presidente della Federazione svizzera dei motociclisti Walter Wobmann ha parlato di una mossa «ingiustificata e illogica» in quanto questi mezzi, quando si tratta di spazio, sono un grande vantaggio. Secondo Wobmann insomma , sarebbe controproducente. Il consigliere nazionale argoviese dice che se venisse introdotto il parcheggio a pagamento, dovrebbe riguardare anche i possessori di biciclette ed e-bike lente, che oggi non contribuiscono alla copertura dei costi dell’infrastruttura stradale. «I ciclisti sono gli unici che hanno tutto gratis. È ingiusto».

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