«Penso che tanti abbiano votato sì a denti stretti»

POLO SPORTIVO

Fulvio Pelli sul risultato della votazione: «Il timore di dover aspettare ancora tanti anni il nuovo stadio e il palazzetto ha giocato un ruolo importante»

«Penso che tanti abbiano votato sì a denti stretti»
Fulvio Pelli ha guidato il comitato contrario.  (Foto Zocchetti)

«Penso che tanti abbiano votato sì a denti stretti»

Fulvio Pelli ha guidato il comitato contrario.  (Foto Zocchetti)

Con Fulvio Pelli, che insieme a Martino Rossi ha capitanato il comitato contrario al progetto del Polo sportivo, abbiamo analizzato il risultato delle urne, la campagna che lo ha preceduto e gli scenari che si presenteranno d’ora in avanti.

Avvocato Pelli, ha vinto la grande fame che ha Lugano di nuove strutture sportive?
«Che queste strutture fossero necessarie lo avevano capito tutti. E questo senso di necessità ha fatto temere a molti che in caso di vittoria del ‘no’ ci sarebbero stati ulteriori, grandi ritardi nella realizzazione degli impianti».

Quali sono state le difficoltà maggiori nella campagna dei contrari?
«Per noi ci sono stati due ostacoli in particolare. Da un lato il rischio, più o meno reale, che il Lugano fosse retrocesso; dall’altro, come detto, la paura di molti che una vittoria del ‘no’, per motivi che il Municipio ha incredibilmente gonfiato, avrebbe comportato un ritardo di molti anni. I membri dell’Esecutivo si sono dati loro stessi la patente di incapaci a realizzare un progetto in tempi brevi. Ma è stata tutta tattica. Volevano vincere... e hanno vinto».

Lugano, nel suo complesso, come esce da questa campagna?
«Deve uscirne imparando, come sempre in queste battaglie. Deve capire che i grandi progetti richiedono grande cautela, perché possono facilmente generare opposizioni. In questo caso il coinvolgimento dei privati era davvero molto importante, e credo che non abbia convinto nemmeno tanti favorevoli. Penso che in molti abbiano votato ‘sì’ a denti stretti, ma è un voto che comunque va rispettato, perché l’obiettivo di avere un nuovo stadio e un palazzetto è comunque onorevole».

Anche se gli accordi con i privati sono abbastanza dettagliati, su certi aspetti, da qui in poi, il Municipio ha dei margini di manovra: come dovrebbe muoversi?
«Alcuni di questi margini sono favorevoli, come la possibilità di contenere i costi di realizzazione (con i due terzi del risparmio che andrebbero nelle casse comunali, ndr) e di scegliere un finanziamento diverso dal leasing per ventisette anni (riscattando in anticipo lo stadio e il palazzetto, ndr). Altri margini invece sono più rischiosi, come l’incertezza pianificatoria sulla parte residenziale. Se la relativa modifica del PR non venisse approvata, il privato potrebbe mettere sotto pressione la Città. In generale, credo che il Municipio ora debba mettere insieme una squadra con tecnici e giuristi molto competenti per gestire al meglio questo progetto. E per uscire davvero vincitore».

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