Per le comunali a Lugano corrono anche gli «stambecchi»

ELEZIONI

Nasce il Movimento Ticino Lavoro, un gruppo apartitico che punta al Consiglio comunale – Vicepresidente Giovanni Albertini, che lascia il PPD

Per le comunali a Lugano corrono anche gli «stambecchi»
Il logo del nuovo gruppo politico.

Per le comunali a Lugano corrono anche gli «stambecchi»

Il logo del nuovo gruppo politico.

Nome: Movimento Ticino Lavoro, MTL. Soprannome: gli stambecchi, dal disegno che spicca sul simbolo del gruppo. Segni particolari: apartitico. Obiettivo: un seggio in Consiglio comunale. È una carta d’identità fresca di stampa, quella della formazione politica appena nata a Lugano e lanciata verso le elezioni di aprile, alle quali si presenterà con una lista per l’Esecutivo e una per il Legislativo. Legato all’Associazione Ticino & Lavoro, il movimento si focalizza sul mercato del lavoro, ma intende spaziare su altri temi ponendo l’ascolto del cittadino come suo principio cardine. Infatti lo stambecco del logo può essere visto anche come un orecchio. A confermarci la creazione del gruppo è il suo vicepresidente Giovanni Albertini, che sta raccogliendo le prime adesioni. Facendo uno più uno, il consigliere comunale dice addio al PPD. «Me ne vado senza polemica. – chiarisce subito – Al partito dico grazie, mi ha sempre lasciato carta bianca. Avevo solo bisogno di portare avanti un progetto in linea con le mie idee e, da lottatore, mi sono buttato».

Quel voto di scarto
Che piacciano o meno le sue idee, Albertini ha mostrato di essere un politico propositivo e fuori dagli schemi. Talmente fuori dagli schemi da non aver seguito il suo partito in una votazione «calda» come quella in Consiglio comunale sul futuro dell’aeroporto. La sua preferenza per la soluzione della Lega ha contribuito alla vittoria di misura sul fronte formato da PLR e PPD. «I compagni di partito hanno preso sportivamente la mia decisione, l’hanno accettata. Sanno che sono uno spirito libero». Ora inizia una fase apartitica. «Non siamo né di destra, né di sinistra, né di centro: vogliamo sostenere idee e progetti concreti». Ed evitare i consigli d’amministrazione: «I politici non dovrebbero farne parte». Restando in tema di cariche, a presiedere il MTL sarà l’ex segretario cantonale del PPD Domenico Barletta. Per il programma c’è ancora tempo, ma qualcosa dobbiamo anticipare: cosa pensa il Movimento Ticino Lavoro di due questioni chiave come la preferenza indigena e il salario minimo? «Ci impegniamo affinché la politica tuteli i residenti, agevoli i disoccupati e faccia in modo, attraverso sgravi fiscali mirati, che le aziende possano assumere manodopera locale. Siamo favorevoli ai contratti collettivi e al salario minimo. Dove non ci sono i primi – conclude Albertini – il secondo è d’obbligo».

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